Il Presidente OMCeO Verona Roberto Mora su "Quotidiano Sanità"

Dalla Regione Lazio arrivano ai medici indicazioni precise sui tempi da dedicare alle prestazioni. La Lombardia sembra intenzionata a seguirne le orme. In questo "tempo" deciso a tavolino rientra anche quello, fondamentale, destinato alla delicata comunicazione tra professionista e paziente. Intanto sui siti delle aziende sanitarie venete appaiono i banner pubblicitari per il referendum sull'autonomia della Regione. Lo scorso 4 agosto è apparsa su Quotidiano sanità, nella sezione "Lettere al direttore", una riflessione in merito di Roberto Mora, presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Verona.

Una rfilessione che riportiamo qui integralmente o che potete leggere cliccando su questo link: http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=53269

Banner e Tempari

04 AGO - Gentile Direttore,
ho letto che la Regione Lazio ha approvato un Decreto del Commissario ad Acta (28/6/17) ed ha istituito il “tempario regionale di riferimento delle prestazioni specialistiche ambulatoriali individuate come critiche”. In buona sostanza si è definito il tempo che un medico deve dedicare alla prestazione, comprendendo in questo, presumo, anche quello che si deve riservare alla comunicazione con il paziente.

Questo per poter meglio programmare le prestazioni erogate, far risparmiare tempo e, quindi, accorciare le liste di attesa.
I miei colleghi laziali dovranno eseguire un elettrocardiogramma in 15 minuti, una spirometria in 20, una gastroscopia in 30, un'ecografia di mammella in 20, una RM in 35 minuti, una visita neurologica in 20 minuti ed una elettromiografia in 5 minuti.

La regione Lombardia sembra intenzionata a fare altrettanto.

Il Segretario regionale ANAAO Tirelli ha commentato “Non siamo una fabbrica di bulloni, persino all'Agenzia delle Entrate ed a Bancoposta lo sportello concede tempi diversi a seconda delle esigenze del cliente. A maggior ragione questo dovrebbe accadere in sanità dove sono in gioco la salute e la vita!”.

Da noi, in Veneto, la Regione ha deciso di cambiare i codici di esenzione per patologia.

Per alcuni di questi la classificazione a tre cifre è passata a quattro cifre.

Tanto è bastato a far saltare molti software di cartella clinica ai Medici di Famiglia.

Migliaia di esenzioni sono state cancellate o annullate, con il risultato che i pazienti hanno ricevuto prescrizioni senza esenzione ed hanno dovuto pagare tickets non dovuti (con beneficio delle casse delle ASL…..).

Tra le vittime del danno informatico anche il sottoscritto, che adesso sta riallineando i campi delle esenzioni a quelli della ASL e della Regione. Lavoro che mi impegna 30 secondi a paziente ; ma moltiplicandolo per i miei 1500 pazienti mi occuperà 12 ore e mezza di lavoro in più.

Tempo, che se dovessi anch’io rispettare un tempario, dovrei sottrarre alla relazione con i miei pazienti.

Nel Codice Deontologico, all’art.20, sta scritto che devo considerare “il tempo della comunicazione quale tempo di cura”.

Per fortuna da noi, in Veneto, di tempario ancora non si parla.

La nostra Regione sembra più interessata al Referendum per l’autonomia veneta.
Il portale della mia ASL (ASL 9 Scaligera), quando si apre, mi mostra un Banner che mi ricorda che il 22 ottobre dovrò andare a votare e la cosa avviene anche sui portali di quasi tutte le ASL venete.

Tutte, tranne quello della ASL “Marca Trevigiana”.
Forse a Treviso, danno per scontata l’affluenza al referendum.

Sempre da noi, in Veneto, i sindacati della medicina generale (una volta tanto…tutti) sono sul piede di guerra e si preparano allo sciopero.
Sono stufi della burocrazia che ha trasferito sui medici il lavoro degli amministrativi.

Sono stufi delle promesse non mantenute.

Tra queste quella che a fronte della riduzione dei posti letto negli ospedali si sarebbero potenziate le strutture territoriali che dovevano sopperire alla loro diminuzione ; ma anche quella che voleva la riorganizzazione della medicina generale con l’avvio delle medicine di gruppo integrate con le dotazioni di personale di segreteria e di infermieri.

Sul perché questo accada ognuno dice la sua e le opinioni si sprecano.

Quel che intanto succede è che chi ha l’incarico di approvare i progetti di riorganizzazione frappone mille cavilli e mille ostacoli …. e così la riforma non decolla.

Forse è proprio questo quello che vuole la Regione?

Vuoi vedere che i soldi promessi non ci sono?

Le cose, comunque, vanno per le lunghe e chi ha fatto investimenti è in difficoltà e si ritrova “mazziato e cornuto”.

I colleghi che stavano riorganizzando i loro ambulatori ed il loro modo di lavorare dovranno star fermi in mezzo al guado.

La riforma, insomma, dovrà aspettare ; con questa anche tutti quei malati che non trovano posto né all’ospedale né nelle RSA, né negli Hospice o negli ospedali di comunità.

A questo punto, mi chiedo : perché non mettere tutte queste cose in un Banner da appendere nei nostri studi e non proporre un tempario per i nostri politici regionali ?
 
Roberto Mora, Presidente Omceo Verona 

Segreteria OMCeO Ve
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