Leishmaniosi, rogna e funghi: un pericolo per animali e uomini

Medici e veterinari insieme, lo scorso 11 aprile nella Sala Caterina Boscolo, per una serata di aggiornamento dedicata alle malattie della pelle che gli amici a 4 zampe possono trasmettere all’uomo.
Una collaborazione proficua, quella tra i due ordini, che prosegue ormai da alcuni anni, mediata per l’OMCeO dalla Fondazione Ars Medica, «in un’ottica – ha spiegato nei suoi saluti iniziali il presidente dei Veterinari Sandro Zucchetta – di One Health”, principi che noi veterinari, come i medici e tutti gli altri operatori della sanità, dovremmo sempre tenere ben presente». Con questa definizione, infatti, si riconosce che la salute degli esseri umani è strettamente legata a quella degli animali e dell’ambiente, così da approcciare le politiche di prevenzione attraverso le collaborazioni intersettoriali.
Dopo aver ricordato che nella sua categoria l’attenzione è alta per tutte le patologie e le infezioni che gli animali possono trasmettere ai loro padroni, il dottor Zucchetta ha spiegato anche che, pur non esistendo le specializzazioni nel suo settore, anche in veterinaria la dermatologia è una delle branche specialistiche. «Ci sono colleghi, come il dottor Beccati – ha aggiunto – che hanno approfondito a livello europeo le loro competenze in questo ambito».
In viaggio per motivi istituzionali, il presidente dell’Ordine e vice della FNOMCeO Giovanni Leoni ha fatto arrivare i suoi saluti ai partecipanti attraverso un collegamento audio-video via Skype.

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Tre, in particolare, le patologie che sono state affrontate durante la serata, sotto il profilo animale e sotto quello umano: la leishmaniosi, l’acariasi e la dermatofitosi. Al tavolo dei relatori, ognuno per il proprio settore di competenza, si sono alternati Massimo Beccati, specialista in Patologia Clinica degli animali domestici, con indirizzo dermatologico del Policlinico San Matteo di Pavia, e Sandro Panese, direttore dell’Unità complessa Malattie infettive e tropicali dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, Ulss 3 Serenissima.

Il dottor Beccati, grazie anche all’ausilio di tantissime immagini spesso scattate da lui stesso durante le visite, ha spiegato, ad esempio, come ormai la leishmaniosi sia molto frequente in tutto il Nord Italia, come il pappatacio, a causa soprattutto dei cambiamenti climatici, attecchisca ormai ovunque nel nostro Paese e come si propaghi l’infezione.
Ha illustrato, poi, le varie forme possibili di disturbi: la dermatite esfoliativa, una sorta di forfora a scaglie lucenti, la forma crostosa ulcerativa, in particolare sui punti d’appoggio dell’animale, forme che non cicatrizzano, le vasculiti, le forme nodulari, quelle postulose sterili e quelle papulari. «La leishmaniosi – ha sottolineato – è la prima patologia parassitaria in Italia nel cane e al Sud anche nel gatto. La repellenza è il rimedio più efficace».
Secondo tema della serata l’acariasi, definita più comunemente “rogna” dal dottor Beccati, che ha sottolineato come si debba fare attenzione con i padroni nell’affrontare questo tema. «Io – ha detto – mi preoccupo di più di una dermatite atopica, da cui il cane non guarirà mai, o delle pulci, che bisogna estirpare dall’ambiente e non è facile. Alle persone, invece, appena dici “rogna”, parola che ho imparato a non pronunciare mai, si alzano le antenne. Sembra una condanna a morte ed invece è facile da trattare».
Il veterinario ha raccontato le strategie che mettono in atto i parassiti, aracnidi non insetti, come si diffonde l’infezione, la morfologia dell’acaro ed è poi passato a descrivere le varie forme di acariasi: la rogna sarcoptica, le cheyletiella, la rogna notoedrica, la trombiculosi, parassiti rossi a grappolo, le pulci e le zecche, i parassiti delle galline, «che oggi – ha aggiunto il dottor Beccati – piccioni, colombi e altri uccelli portano anche al quinto piano degli appartamenti di Milano. Oggi trattiamo i parassiti non più solo in primavera, ma 12 mesi l’anno».
Attraverso, infine, il racconto di tanti casi clinici, il veterinario ha parlato anche della dermatofitosi, infezioni micotiche della pelle e delle unghie causate da vari funghi – «la prima cosa a cui pensare» ha suggerito – spiegandone le classi, il tipo di lesioni che provocano, come farne la diagnosi.
Per il veterinario, però, non solo attenzione agli animali. «In caso riscontriate queste o altre infezioni – ha concluso lanciando un appello ai colleghi – chiedete sempre ai padroni se anche loro si grattano e da quanto tempo. Siamo medici: fatevi mostrare le eventuali lesioni e indirizzateli a cure adeguate».

Il profilo umano per queste stesse patologie è stato, invece, indagato dal dottor Panese che, dopo aver rinfrescato a tutti le idee su cosa sia una malattia infettiva, ha illustrato la tassonomia e l’epidemiologia della leishmaniosi, trasmessa dal phlebotomus perniciosus, il pappatacio. «L’uomo – ha sottolineato – è parassitato da varie specie di leishmaniosi: il parassita ha forme diverse». Ne ha quindi spiegato il ciclo vitale, per parlare poi delle sindromi cliniche nell’uomo, quelle cutanee e quelle viscerali (in sostanza la febbre nera, già conosciuta come Kala-azar o febbre di Dum-Dum), specificando come «queste infezioni possano evolvere in modo più serio e drammatico, in caso, ad esempio, di pazienti trattati con farmaci immunosoppressori».
Il medico si è soffermato, quindi, sulla clinica e sulla diagnostica, spiegando anche come la terapia non sia così semplice, dato che si avvale di composti antimoniali pentavalenti, per cui esiste una resistenza. «Anche sull’uomo – ha consigliato – l’utilizzo appropriato dei repellenti è lo strumento migliore di controllo e protezione. Se si sta a lungo in un bosco o in prato proteggersi dalle punture è una buona regola di vita, anche cospargendosi il corpo più volte, soprattutto se è molto caldo e si suda».
Sul fronte dell’acariasi il direttore delle Malattie infettive ha prima spiegato la differenza tra specie zoonotiche, che colpiscono l’uomo e l’animale, e non zoonotiche, quindi si è soffermato sulla scabbia, patologia che ha una storia millenaria, che colpisce soprattutto i bambini, che si diffonde per contatto diretto, per cui si contano circa 300 milioni di casi all’anno, che ha un periodo di incubazione di 2 o 3 settimane e che va trattata con il benzoato di benzile, la permetrina o la ivermectina, terapie a cui è sempre meglio associare anche degli antistaminici.
Passaggio veloce, infine, del dottor Panese anche sulle infezioni da funghi, per soffermarsi in particolare sugli schemi di trattamento nell’uomo. «Questo tipo di infezioni – ha spiegato – avviene per contatto diretto o per le spore presenti nel terreno, che possono vivere a lungo. La bonifica dell’ambiente, però, non è molto facile da portare a termine. Un’altra cosa importante è che da un’infezione locale può svilupparsi un’infezione sistemica anche molto grave: la sepsi da candida in Italia, per fare un esempio, ha una mortalità che oscilla tra il 20 e il 90%. Un’infezione cutanea che ci possa far sospettare una forma da candida in un soggetto immunocompromesso, un diabetico ad esempio, è sempre un quadro da affrontare con grande attenzione e una cautela appropriata». Prima di concludere anche un cenno all’onicomicosi, i cui trattamenti sono ora sistemici e non più solo topici e che possono durare anche 6 mesi.

Prossimo appuntamento congiunto tra medici e veterinari, sempre nella sede dell’Ordine, in autunno: il 10 ottobre si parlerà degli animali domestici come “sentinella” degli abusi familiari. Un altro aggiornamento da non perdere.

Chiara Semenzato, giornalista OMCeO Provincia di Venezia

Segreteria OMCeO Ve
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