Marcatori in oncologia: conoscerli per farne un uso appropriato

Inefficienza, inefficacia, scarsa economicità del sistema sanitario: sono queste le conseguenze dirette dell’inappropriatezza in alcune richieste di esami diagnostici. Ne sono un esempio concreto i test per i marcatori tumorali che, in nome della loro scarsa invasività e della possibilità di ricavarne una diagnosi precoce, vengono talvolta prescritti in modo eccessivo.
Di tutto questo si parlerà stasera, mercoledì 17 maggio, nell’incontro Marcatori circolanti in oncologia, uso clinico appropriato, organizzato dall’Ordine veneziano dei Medici Chirurghi e Odontoiatri nella sede mestrina dell’OMCeO.
Una serata di aggiornamento che, nella sua seconda parte, vedrà protagonista anche il dottor Michelangelo Beggio, direttore sanitario di Fisiosport Terraglio, che presenterà ai medici presenti in sala il Progetto 3S per una riabilitazione integrata.

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Dei temi su cui si muoverà la serata abbiamo parlato con l’organizzatore Massimo Gion, responsabile del Centro e del Programma Biomarcatori Regione Veneto dell’Ulss 3 Serenissima.

Dottor Gion, come è nata l'idea di questa serata di aggiornamento?
Questo incontro di aggiornamento nasce dalla opportunità, condivisa dal presidente Giovanni Leoni e dal consiglio dell’Ordine, di divulgare il manuale Marcatori circolanti in oncologia: guida all’uso clinico appropriato, pubblicato dalla Agenzia Nazionale dei Servizi Sanitari Regionali (AGENAS) nell’ottobre 2016 come numero de I Quaderni di Monitor. Il testo sintetizza e presenta in modo sinottico il contenuto relativo ai marcatori oncologici di tutte le linee guida pubblicate al mondo negli ultimi 5 anni, selezionate per qualità metodologica.
Il manuale, di cui la Regione Veneto è capofila con il Centro Regionale e il Programma Biomarcatori dell’ Ulss 3 Serenissima, è stato preparato da un team multidisciplinare di oltre 70 esperti afferenti a 9 tra Società scientifiche ed Istituzioni. AGENAS ha distribuito il manuale ai destinatari istituzionali della rivista Monitor (commissioni del Ministero, cssessori alla Sanità, direzioni generali delle Regioni, direzioni strategiche di Ulss, aziende ospedaliere e IRCCS) e ha reso disponibile gratuitamente il pdf sul proprio sito.
La versione in inglese del manuale è stata stampata nell’International Journal of Biological Markers, una rivista scientifica internazionale quadrimestrale distribuita in tutto il mondo, di cui sono direttore responsabile.

Qual è l’obiettivo della serata? A chi è destinata, chi sono gli interlocutori privilegiati?
L’obiettivo è presentare i contenuti del manuale ai medici di medicina generale e ospedalieri dell’Ordine dei Medici della Provincia di Venezia e stimolare così il dibattito su appropriatezza e linee guida.

Perché è necessario riflettere sull’appropriatezza in particolare degli esami per i marcatori oncologici?
L’appropriatezza è un tema chiave nella programmazione sanitaria che riguarda trasversalmente tutti i campi della medicina. L’uso appropriato delle risorse rappresenta infatti un requisito obbligatorio per un sistema sanitario sostenibile e contemporaneamente capace di introdurre l’innovazione.
La progressiva restrizione delle risorse disponibili nelle società industrializzate pone infatti i decisori di fronte a due possibili scelte alternative: una riduzione progressiva dei servizi attraverso tagli lineari, oppure un approccio flessibile capace di selezionare l'innovazione veramente utile ed altresì efficiente nel ridurre gli sprechi dovuti all’utilizzo di pratiche non necessarie.
Nel campo della diagnostica di laboratorio il livello di inappropriatezza è elevato. Un caso paradigmatico è rappresentato dai marcatori oncologici, per i quali sono riportati livelli di prescrizione inappropriata molto alti. Infatti, in Italia vengono effettuate ogni anno, in regime ambulatoriale, circa 13 milioni di richieste di marcatori tumorali, a fronte di circa 2,5 milioni di casi prevalenti di tumore (fonte: Centro Regionale Biomarcatori, Ulss3 Serenissima). Ipotizzando un tasso di falsi positivi del 5% su oltre 10 milioni di marcatori presumibilmente richiesti in soggetti non affetti da neoplasia, si può stimare che ogni anno in Italia si debbano affrontare percorsi diagnostici non necessari in circa 500mila persone sane.
Questo comporta ricadute negative sia per i cittadini (ansia, disagio per esami non necessari, spreco di tempo) sia per l’organizzazione del sistema sanitario come, ad esempio, tempi di attesa più lunghi dovuti al sovraccarico di esami non necessari.

A che punto è la ricerca in questo ambito? Quanto la nostra Regione si impegna?
Questo evento riguarda una branca particolare della ricerca definita nel mondo anglosassone come “knowledge translation research”. Si tratta di un settore della ricerca che si occupa appunto di sviluppare modelli per ottimizzare il trasferimento delle conoscenze e dei risultati della ricerca nella pratica clinica e per monitorizzare l’appropriato utilizzo degli interventi sanitari.
Nel caso dei marcatori oncologici la ricerca in questo settore lavora su due obiettivi: sviluppare metodi per una più efficace implementazione delle linee guida e modelli per monitorare l’inappropriatezza.
La nostra Regione ha mostrato grande sensibilità per queste problematiche e si è impegnata a sostenere il Centro Regionale per lo Studio dei Biomarcatori dell’ Ulss3 Serenissima e ad attivare un Programma dedicato in modo particolare ai tumori dell’ovaio e della prostata. Inoltre, ha promosso un Tavolo di lavoro permanente in seno alla Commissione Salute della Conferenza Stato-Regioni per il monitoraggio dell’inappropriatezza e l’implementazione delle linee guida.

Massimo Gion, ricercatore, responsabile del Centro e del Programma Biomarcatori Regione Veneto dell’Ulss 3 Serenissima

Chiara Semenzato, giornalista OMCeO provincia di Venezia

Segreteria OMCeO Ve
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