Implantologia del Dopoguerra: il 20 aprile si inaugura il museo a Venezia

A fianco della Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, dove sono sepolti i 27 Dogi della Serenissima, risiede la Scuola Grande di San Marco, tramite la quale si accede all’Ospedale Civile di Venezia. Subito a destra dell’entrata della scuola, una scalinata di grande pregio consente di accedere alla sala Capitolare, dove oggi risiede l’esposizione principale del Museo di Storia della Medicina, riaperto al pubblico alcuni anni or sono. Tra breve il Museo ospiterà una sezione dedicata all’implantologia orale degli anni ‘40 – ‘70, grazie alla disponibilità della Direzione del Museo ed ai numerosi contributi raccolti.

Perché proprio qui, a Venezia, una sezione museale dedicata all’implantologia orale?

Nel primo dopoguerra, la Rivista Italiana di Stomatologia (RIS) si stampava a Venezia ed aveva come redattore capo il primario stomatologo dell’Ospedale Civile, il professor Umberto Saraval. Egli non ebbe remore a pubblicare i primi articoli al mondo su tecniche ripetibili di impianto endoosseo (Formiggini 1947-1948). A quell’epoca gli impianti orali erano considerati fantascienza ed erano avversati dalla maggior parte degli ambienti scientifici ufficiali.
Pochi anni dopo, nel 1956, Saraval, ormai Direttore della Rivista, pubblicò un’altra primizia: uno studio multi-centrico del dottor Ciriello, anch’egli veneziano, nel quale si riportavano i risultati di una ricognizione mondiale sull’implantologia orale iuxtaossea ed endoossea, con moduli intestati partiti dall’Ospedale Civile di Venezia e reinviati al Civile dai colleghi europei ed americani che già all’epoca si cimentavano in pratiche di implantologia orale. Un’altra pubblicazione importante della RIS uscì nel 1962, quando il professor Pasqualini dette alle stampe i risultati di un colossale studio istologico eseguito su 28 cani, nel quale si analizzavano le risposte dell’organismo ai diversi materiali e si sanciva l’identità di inclusione ossea tra impianti orali sommersi e non sommersi.

Il 10 ottobre 2015 la figura del professor Saraval fu onorata con la scopertura di una targa all’ingresso dell’Ospedale Civile, presenti l’Associazione Nazionale Dentisti Italiani, la Società Italiana di Storia dell’Odontostomatologia e l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Venezia. In quell’occasione, la particolare importanza dell’Ospedale Civile, quale sede che è stata protagonista di alcuni aspetti cardinali della genesi dell’implantologia orale, fu sottolineata e condivisa dalla Direzione del Museo della Scuola Grande di San Marco, ben felice di dar seguito all’idea di realizzare un percorso che ne valorizzasse i contenuti. In occasione del congresso di storia dell’odontostomatologia che si è tenuto a Venezia lo scorso 9-10 giugno 2017, l’iniziativa è stata definitivamente avviata.

I contributi raccolti per l’esposizione sono numerosi. Dato che la RIS era, ed è tutt’ora, l’organo culturale ufficiale di ANDI, l’associazione ha fornito i numeri delle riviste del primo dopoguerra in cui furono pubblicati gli articoli citati relativi ai primi impianti endoossei e le relazioni sui convegni veneziani di odontostomatologia dell’epoca. Numerosi pezzi destinati all’esposizione sono giunti da donatori privati coordinati dal Nuovo Gruppo Italiano Studi Implantari, dalla Società Italiana di Storia dell’Odontostomatologia e dall’Accademia Americana di Implanto-Protesi, grazie alla quale si sono potuti ottenere anche preziosi contributi di personalità di spicco del mondo scientifico americano fortemente connesse con l’implantologia italiana dell’epoca.
L’esposizione comprenderà eccezionali pubblicazioni ed impianti originali del dopoguerra ed anche, grazie ad una donazione privata, la fusione in lega aurea dell’impianto di Maggiolo del 1809.

Il prossimo venerdì 20 Aprile 2018 avrà luogo l’inaugurazione.

Luca Dal Carlo, Presidente ANDI Veneto

In allegato il programma della giornata

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