Odontoiatria: l’importanza del ritorno all’etica 21/1/2017

Un ritorno all’etica come valido e concreto supporto alla propria attività professionale quotidiana. È questo il messaggio che si cercherà di trasmettere ai dentisti veneziani sabato prossimo, 21 gennaio 2017, al convegno Bioetica nella pratica odontoiatrica in programma nella sala intitolata a Caterina Boscolo nella sede mestrina dell’OMCeO veneziano.
Un evento organizzato dalla Commissione Albo Odontoiatri dell’Ordine, in particolare dal suo presidente Giuliano Nicolin, in collaborazione con l’ANDI provinciale e il suo presidente Stefano Berto, anche consigliere OMCeO, e con Giovanna Zanini, presidente del Comitato Etico per la Pratica Clinica del Distretto del Veneziano e del Distretto di Dolo-Mirano dell’Ulss 3 Serenissima.  

      

 A spiegare questa necessità di un ritorno all’etica anche negli studi professionali odontoiatrici è il presidente della CAO veneziana Giuliano Nicolin.

Dottor Nicolin, come è nata l’idea di questo convegno?
L’idea di organizzare questo convegno nasce da due riflessioni diverse. La prima: la commercializzazione della medicina in generale, non solo in odontoiatria, al di là di quello che consentono leggi e regolamenti, ha completamente stravolto il rapporto reale, di fiducia, che dovrebbe esserci tra il medico curante e il proprio paziente. Tutto questo ha molto poco di etico: bisognerebbe dare messaggi che effettivamente abbiano un riscontro nella realtà, senza tornaconto economico personale.
Poi abbiamo valutato l’importanza dell’esperienza che stanno facendo le aziende sanitarie veneziane, dove operano i comitati etici – in laguna e nel miranese sotto la guida della dottoressa Zanini – e soprattutto quella dei paesi anglosassoni. Abbiamo capito che la bioetica non è filosofia, non è solo un buon comportamento da tenere. È, invece, qualcosa che permette di scegliere o di dare una risposta a un problema concreto, clinico, anche lì dove non ci sia una norma prevista dal regolamento. Appellarsi a un discorso etico può aiutare, ad esempio, di fronte a una richiesta, non solo del paziente, di giustificare un proprio ragionamento logico-terapeutico: può far capire il motivo di alcune scelte.

Ci fa qualche esempio?
Beh, un caso è forse il più banale e il più diffuso. Sempre più tra i nostri pazienti abbiamo bambini che hanno bisogno di terapie, ma sono figli di genitori divisi, che non vanno d’accordo. Come si deve comportare il medico di fronte a un genitore che vuole la terapia e l’altro no? Chi deve ascoltare? La legge? Il ragazzo? La sua etica? Questa è una scelta che tu devi fare e di cui puoi essere chiamato a giustificarti. E lì dove non ci sono regolamenti ci devi arrivare con il comportamento etico.

Ripercorrendo la sua vita professionali, in quali casi avrebbe applicare questo strumento?
Un’applicazione molto utile è nel rapporto con il paziente, soprattutto con un paziente difficile. Faccio qualche esempio: un paziente a cui hai promesso un certo risultato estetico che poi non hai ottenuto. O, ancora, un altro in cui l’esigenza estetica si scontra con un’esigenza patologica. In casi simili non c’è nulla che possa guidare il comportamento del dentista se non l’etica. Ogni giorno, anche di fronte a un paziente che viene a rimarcare tue eventuali mancanze, tu puoi aiutarti con l’etica e la bioetica in quella che è la tua scelta logico-terapeutica.

Di questa possibilità data dall’etica, però, nel percorso di studi di un odontoiatra non si parla mai…
No, purtroppo no. È una mancanza della formazione universitaria che è attentissima alle novità tecnologiche o scientifiche, ma cura poco l’aspetto etico del professionista. Invece bisognerebbe ricordare che si fa un giuramento e che questo giuramento dovrebbe guidare nelle scelte.
Il corso di laurea in odontoiatria crea uno specialista validissimo, i ragazzi vengono preparati qui in Italia in modo eccezionale, ma quando prima era una specialità tu avevi una visione d’insieme che oggi viene a mancare. Invece l’odontoiatria avrà sempre più riflessi medici generali: molte patologie sistemiche danno la prima manifestazione in bocca. Se la vedessimo, si potrebbero fare davvero diagnosi precoci.
Noi vorremmo che questo convegno fosse un primo passo per iniziare ad abituarsi a questo atteggiamento etico, come si fa già all’estero dove proprio grazie anche a un confronto con l’etica si risolvono i contenziosi legali. Questo deve diventare patrimonio comune dell’odontoiatra.
Il tema viene poco affrontato: anche per questa deriva che la medicina sta prendendo, la parte etica – un comportamento di un certo tipo, la prevalenza dell’aspetto medico e non di quello economico – in questi tempi stride. Negli ultimi mesi tutta la pubblicità che si vede nel nostro campo è: togliere e fare impianti, non è più curare. Ma è etico proporre a un paziente di togliere tutto da canino a canino e fare 4 impianti? Come in tutte le cose, quando prevale la parte commerciale, quando a muoverti è il denaro, la discussione etica non si vuole affrontare. E in questo caso è anche poco conosciuta.

Come sarà, allora, strutturata la mattinata di studi?
Il momento clou sarà rappresentato dal professor Antonio Gioacchino Spagnolo, il massimo esperto italiano in materia, che darà una visione d’insieme della bioetica. Ma fondamentale è anche la presenza di Mauro Rocchetti, vicepresidente vicario dell’ANDI, perché l’associazione nazionale ha affrontato il tema scrivendo un documento, l’unico esistente in Italia, sulla bioetica in odontoiatria (scarica qui il documento). La parte delle relazioni si completa con la dottoressa Giovanna Zanini, che ci ha dato un aiuto fondamentale per organizzare questo evento, che ci spiegherà come applicare lo strumento dell’etica ai casi clinici.
E proprio i casi clinici saranno protagonisti di tutta la seconda parte della mattinata per mostrare che la bioetica è cogente alla nostra professione. Vogliamo dare concretezza: discuteremo casi in cui faremo vedere che la soluzione non è né legale né clinica. O meglio: che la soluzione bioetica molte volte risolve un problema clinico che ci poneva molti dubbi sotto il profilo legale. Presentando questi casi chiederemo alla platea quale comportamento avrebbe tenuto e perché, ascoltando poi i suggerimenti e le indicazioni degli esperti.
La speranza è che questo convegno sia un primo passo per vedere se si può creare qualcosa, magari un forum, per sviluppare il tema e a cui un collega possa rivolgersi in caso di bisogno. Nella convinzione assoluta che la bioetica non è solo filosofia, non è solo parlare di massimi sistemi: è applicazione ai casi concreti.

Giuliano Nicolin, presidente CAO dell’OMCeO della Provincia di Venezia
Chiara Semenzato, collaboratrice giornalistica dell’OMCeO della Provincia di Venezia

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In allegato il pdf del documento stilato nel 2005 dal Comitato Nazionale per la Bioetica e il programma definitivo del convegno

Allegati: 
AllegatoDimensione
TestoComitatoBioetica.pdf45.59 KB
Etica&OdontoiatriaA3_DEF.pdf642.26 KB
Segreteria OMCeO Ve
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