VENEZIA IN SALUTE 2017

#VIS 2017

Medicina e sanità sono sotto attacco ormai da un paio d’anni anche a causa di uno uso sproporzionato e “poco scientifico” della rete e dei social network. Le battaglie degli anti-vaccinisti e le terapie alternative, tanto per fare solo un paio di esempi, trovano proprio nella tecnologia digitale una cassa di risonanza che prima faticavano ad avere. Con conseguenze catastrofiche: in molte zone d’Italia, anche in Veneto, i genitori scelgono di non vaccinare più i propri figli, facendo scendere l’immunità di gregge sotto la soglia di sicurezza del 95% che protegge anche chi non può ricorrere al vaccino. Così si torna a morire, ad esempio, di morbillo. O ancora: si cura una banale otite solo con rimedi omeopatici, senza antibiotici, e a perdere la vita è un bimbo di appena 7 anni.

Rigore scientifico e corretta informazione sono, allora, le due armi che i professionisti della sanità hanno per contrastare questa deriva. Proprio a questo tema, dunque, Salute: bugie e verità, è dedicata la nuova edizione di Venezia in Salute, #VIS2017, in programma il 23 e il 24 settembre (in caso di maltempo l’evento in piazza slitterà alla domenica successiva), organizzato dall’Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Venezia, attraverso la Fondazione Ars Medica suo braccio culturale, in stretta sinergia con il Comune lagunare e le aziende sanitarie del territorio, e il sostegno della FNOMCeO e, novità di quest’anno, dell’ENPAM, che fa rientrare #VIS2017 nel circuito Piazza della Salute.

Inalterato l’impianto della manifestazione, che tanto successo ha avuto nelle edizioni precedenti: si parte il sabato con il convegno scientifico, rivolto soprattutto ai professionisti ma quest’anno aperto anche alle associazioni e ai cittadini, che prenderà vita al Padiglione Rama dell’Ospedale dell’Angelo; si prosegue poi la domenica con l’incontro in piazza tra la cittadinanza e il mondo sanitario in via Palazzo e Piazzetta Pellicani a Mestre, ravvivato da tanti mini dibattiti con gli esperti e dalla verve comica dei Café Sconcerto.

Le bufale in medicina sono un buon argomento per un grande evento: da un lato, grazie a VIS, il tema e il corretto modo di trattarlo ottengono un’ampia visibilità; dall’altro Venezia in Salute continua a crescere e a trasformarsi, passando da semplice contenitore per far conoscere enti e associazioni a evento divulgativo.

Al convegno del Rama al tavolo dei relatori si alterneranno ospiti di fama nazionale – Pietro Dri, Giorgio Dobrilla, Alessandro Conte della FNOMCeO e altri componenti del CICAP, il Comitato di Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze fondato da Piero Angela nel 1989 – e persone che si occupano di questi temi in ambito locale. Si parlerà, tra l’altro, dell’importanza del metodo scientifico e della ciarlataneria diffusa, dell’aleatorietà nemica della buona medicina, dei siti antibufale, delle bufale in oncologia, delle questioni legate ai vaccini, di diete e di allergie.

Cambierà volto, almeno in parte, invece, la domenica: confermati in via Palazzo i gazebo delle associazioni e di tutte le istituzioni sanitarie pubbliche e private attive sul territorio, che quest’anno aumenteranno e saranno una trentina, ma sul palco di Piazzetta Pellicani non saranno proiettati i video delle realtà partecipanti, iniziativa che l’anno scorso ha avuto un discreto successo. Saranno invece sostituiti da un grande dibattito per i cittadini, in programma la mattina, con ospiti autorevoli di cui saranno svelati presto i nomi e da testimonianze dirette.

Compito nostro, di medici e Ordine, infatti, è creare coscienza collettiva, far capire alla gente l’importanza, ad esempio, delle vaccinazioni o delle buone pratiche di salute. Purtroppo manca la conoscenza del metodo scientifico, sperimentato e riproducibile: il test i cui risultati cambiano a seconda del luogo in cui viene fatto non è attendibile. È questo ciò che cerchiamo di fare quest’anno con VIS: far capire alle persone come verificare le notizie che circolano su Facebook. Soprattutto sui social network si creano gruppi in cui ognuno ha la propria verità: noi dobbiamo sfatare queste false verità. Nella scienza non esistono tante verità, ne esiste una sola, quella sperimentata. Parole chiave della manifestazione saranno allora: semplicità, corretta informazione, visibilità, multimedialità e autorevolezza.

Nata nel 2010 da una felice intuizione dell’allora presidente dell’OMCeO veneziano Maurizio Scassola, che non si perde un’edizione nonostante il suo ruolo nazionale oggi di vicepresidente della FNOMCeO, Venezia in Salute mantiene fede al proprio spirito originario: l’obiettivo, cioè, di promuovere in ogni cittadino la consapevolezza che la sua salute dipenda innanzitutto da lui.

Ma questo non basta: fondamentale è anche il rapporto stretto con le forze della società civile attive sul territorio, il dialogo costante e serrato con le altre professioni sanitarie, una sensibilità e un’attenzione maggiori alle persone per rafforzare sempre di più l’alleanza terapeutica, la fondamentale fiducia che lega medico e paziente, una più ampia condivisione di percorsi e obiettivi di salute. #VIS2017 vuole rappresentare tutto ciò nella convinzione, condivisa da tutto l’OMCeO veneziano, che non possa essere il dr. Google a dare ai cittadini le risposte che cercano.

Ornella Mancin, presidente Fondazione Ars Medica
Gabriele Gasparini, vicepresidente Fondazione Ars Medica

#VIS 2016

Forte del successo delle edizioni precedenti, con migliaia di cittadini accorsi in piazza per incontrare il mondo sanitario, sabato 17 e domenica 18 settembre torna a Mestre Venezia in Salute, manifestazione organizzata dall'Ordine veneziano dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, in stretta collaborazione con l'Ufficio per la Programmazione Sanitaria del Comune di Venezia, e la partecipazione di tanti enti e associazioni, pubblici, privati, no profit, attivi sul territorio in ambito sanitario. Una due giorni di iniziative per cui quest'anno è stato scelto il tema In Salute con Stile.

Tre le novità principali per la giornata di domenica 18 settembre: innanzitutto cambia la location della manifestazione. Il palco e i gazebi di enti e associazioni lasciano Piazzetta Pellicani e via Palazzo per tornare in Piazzetta Coin, teatro delle prime edizioni dell'iniziativa. Nel pomeriggio, poi, al posto delle miniconferenze da 10 minuti con le realtà sanitarie, per ognuna sarà proiettato un video promozionale con la presentazione di tutte le attività. A fare da collante tra i filmati - e questa è la terza novità - il duo cabarettistico veneziano Café Sconcerto, perché la sanità va affrontata anche con un sorriso.

L'incontro in piazza con i cittadini sarà anticipato sabato 17 settembre da un altro appuntamento ormai consolidato: il convegno di aggiornamento per i professionisti della sanità, quest'anno, grazie all'ormai stretta sinergia con l'Ulss 12 Veneziana, ospitato al Padiglione Rama dell'Ospedale dell'Angelo di Mestre. Con gli specialisti del settore, ospiti nazionali ed esperti locali, si parlerà di uso e abuso di alcol, fumo, di sedentarietà, di comportamenti virtuosi, di alimentazione sana, dei rischi che si corrono con stili di vita poco adeguati. Nella consapevolezza che il cittadino in primis debba prendersi cura della propria salute. Anche qui una novità: valido come aggiornamento per chi lavora nel mondo della salute, il convegno sarà comunque aperto a chiunque sia interessato al tema degli stili di vita sani. (Per le iscrizioni dei professionisti e per il programma completo, clicca qui).

Interagire con le forze della società civile attive sul territorio, un dialogo costante con le altre professioni sanitarie, un rapporto più stretto con i cittadini per rafforzare sempre più l'alleanza terapeutica, quella fondamentale fiducia che lega medico e paziente, una condivisione, la più ampia possibile, di percorsi e obiettivi di salute: questi gli obiettivi che spingono ogni anno caparbiamente, l'OMCeO a riproporre Venezia In Salute. E i risultati si vedono.

 

VIS 2015

Quinta edizione della manifestazione VENEZIA IN SALUTE (VIS), ormai divenuta appuntamento fisso dell’autunno veneziano, frutto della consolidata partnership tra OMCeO Venezia e Comune di Venezia (Ufficio per la Programmazione Sanitaria e Settore Grandi Eventi), sul quale binomio continua ad innestarsi l’entusiasmo delle molte (almeno 20 anche qs anno) associazioni, enti, Aziende Sanitarie pubbliche e privati operatori della sanità dell’area metropolitana veneziana che anno dopo anno si rimettono in gioco per coinvolgere la popolazione di Mestre, Venezia e zone limitrofe in un percorso di educazione sanitaria a 360° e di valorizzazione delle buone pratiche di vita, nella consapevolezza che la gestione della propria salute non è delegabile, ma deve essere necessariamente assunta da ogni cittadino come un compito di primaria importanza: ogni cittadino deve farsi carico della propria salute.

L’impegno dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Venezia si rinnova nella programmazione dell’edizione 2015, imperniata su due eventi fondamentali: 1) il convegno "L'Acqua è Salute e Benessere" ( http://www.ordinemedicivenezia.it/news/eventi-e-congressi/convegno-lacqua-%C3%A8-salute-e-benessere ) - realizzato per i medici e cui altri operatori sanitari saranno invitati, organizzato per sabato 3 ottobre presso l’unica sede esterna di EXPO 2015 che è EXPO AQUAE VENEZIA e 2) la manifestazione pubblica (programma allegato), in centro a Mestre, coinvolgente la popolazione e animata dalle circa 20 associazioni di volontariato, enti e aziende sanitarie che porteranno “in piazza” le loro eccellenze, per farsi conoscere e per educare i cittadini a corretti stili di vita, programmata per domenica 4 ottobre in Via Palazzo a Mestre.

Nella sessione domenicale della manifestazione la città diventa la sede di un vero e proprio villaggio della salute, attraverso l’allestimento di una ventina di stand visitati dalla popolazione e la realizzazione di uno spazio espositivo consistente in un ciclo continuativo di mini conferenze (10 minuti l’una) che consentono ad ogni realtà di presentarsi e di offrire il proprio contributo.

Quanto le associazioni di volontariato e svariati gruppi no profit, insieme alle 4 Aziende ULSS dell’area metropolitana veneziana, tengano alla visibilità offerta da VIS e siano parte attiva del progetto è testimoniato oltre tutto dal fatto che siano disposte, nella stragrande maggioranza, a farsi carico delle spese vive della manifestazione nella sua parte domenicale, secondo un’equa ripartizione. Tutto ciò testimonia quanto azzeccata sia la volontà dell’OMCeO di Venezia di interagire con codeste forze attive della società civile, nell’ottica di una condivisione dei percorsi e degli obiettivi di salute.

Programma della giornata al seguente link:

http://www.ordinemedicivenezia.it/news/notizie-medici/la-tua-salute-dipende-da-te-il-messaggio-di-vis-2015

 

 

VIS 2013

Appropriatezza Diagnostica e Alleanza Terapeutica


Ritorna a Mestre per il terzo anno consecutivo la manifestazione VIS (Venezia In Salute), occasione di incontro tra i professionisti della sanità - innanzitutto i medici - e la società civile, rappresentata da istituzioni di assoluta rilevanza locale – in primis il Comune di Venezia – e nazionale, quali la FNOMCe0 (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici), ma anche da operatori del settore e associazioni del nostro territorio impegnati a promuovere la salute. 

Organizzata dalla Fondazione “Ars Medica”, su mandato del Consiglio dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Venezia, VIS si svolgerà da sabato 12 a domenica 13 ottobre a Forte Marghera, fortezza ottocentesca ed ex-caserma dell'Esercito Italiano situata a Mestre, a circa cinque chilometri da Venezia, già parte del campo trincerato di Mestre e del più ampio sistema difensivo della laguna, oggi importante area polivalente della città di Mestre sempre più al centro di attività – basti pensare alla Biennale Internazionale d’Arte – mirate a valorizzarne le potenzialità a servizio della comunità veneziana. 

La finalità di VIS 2013 consiste, in estrema sintesi, nella promozione della consapevolezza di ciascun cittadino che la sua salute dipende innanzitutto da se stesso, ben prima che dalle risorse pubbliche – peraltro, come ben noto, in costante riduzione – dedicate ai servizi sanitari.
La gestione della salute non consiste in piani di rientro dei deficit delle Aziende Sanitarie, né tanto meno nel perseguimento della più fine diagnostica strumentale o di laboratorio, bensì nella coscienziosa acquisizione di stili di vita sani, di buone abitudini di vita, di pratiche di socializzazione che “curino” il nostro corpo, la nostra mente, la nostra anima. 

VIS come sinonimo di educazione alla salute rivolta a tutte le fasce d’età, attraverso molteplici modalità di approccio, dalle attività all’aria aperta per i bambini alla passeggiata ecologica dedicata agli anziani, ancor meglio qualificata dall’esercizio del nordic walking; dal convegno (mattina di sabato 12 ottobre) dedicato ai medici ed agli operatori del settore, associazioni di volontariato comprese, alla comunicazione scientifica di base attraverso un ciclo continuo di mini conferenze di 10 minuti ciascuna, curate dai molteplici “espositori” che riempiranno il padiglione 36 per l’intera domenica 13 ottobre.
Con un occhio di riguardo per la fascia degli adolescenti, per tutto quello che può significare prevenzione, a partire dal loro coinvolgimento in esibizioni musicali. La musica mostrerà le sue capacità curative, dalla pratica terapeutica del tango, fusione di musica e movimento, alla somministrazione di ben precisi protocolli musicali appositamente studiati per determinate tipologie di pazienti (dai neonati prematuri ai malati di Alzheimer) secondo l’innovativa esperienza di MET© (Music Education Therapy). 

Rispetto alle precedenti, l’edizione 2013 di VIS punta ad allargare le sue frontiere a Venezia intesa come comunità metropolitana, coinvolgendo realtà istituzionali e associative attive nella provincia e non più solo nel comune di Venezia, anche per corrispondere alla vocazione provinciale dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri che, attraverso la Fondazione “Ars Medica”, ha voluto anche quest’anno mettersi a servizio della comunità promuovendo l’iniziativa.
L’Ordine dei Medici di Venezia riunisce infatti gli iscritti di tutta la provincia e per questo era doveroso dare a VIS una dimensione metropolitana.
Peraltro in questo evento l’Ordine di Venezia esercita un preciso mandato affidatogli dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici (FNOMCeO), che dal 2011 volle un progetto pilota finalizzato ad individuare obiettivi e percorsi per salvaguardare la sopravvivenza del Sistema Sanitario Nazionale attraverso una maggiore responsabilizzazione dei cittadini a fianco dei medici. 

Non dimentichiamo inoltre che la città di Venezia aderisce dal 2001 all’Associazione Rete Italiana Città Sane dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il che le comporta di impegnarsi per gli obiettivi di “Salute per tutti”, i cui principi ispiratori sono l’equità, la promozione della salute, la partecipazione della comunità et cetera, individuando, tra i temi sui quali si devono impegnare i governi locali, anche la vita in salute della comunità. 

Tornando nello specifico della manifestazione, ribadiamo le sue due colonne portanti:
- il convegno della mattina di sabato 12 ottobre
http://www.ordinemedicivenezia.it/files/PROGRAMMA%2012_10_2013.pdf, dedicato ai medici, alle aziende sanitarie, al personale sanitario in genere e alle associazioni, a tema “Aderenza, Appropriatezza ed Alleanza terapeutica”, argomento poliedrico di sempre maggiore attualità per la gestione oculata delle risorse del Sistema Sanitario Nazionale
- la manifestazione “espositiva” e interattiva dell’intera domenica 13  ottobre
http://www.ordinemedicivenezia.it/files/Locandina_VIS%202013_DEFINITIVA.pdf , alla quale hanno aderito al momento ben 21 tra istituzioni, enti, associazioni, impegnate sia in attività pratiche dimostrative offerte al pubblico, sia in un ciclo continuativo di mini conferenze – di 10 minuti l’una – a carattere divulgativo, che passeranno in rassegna molteplici argomenti di interesse generale e tutti attinenti un più sano stile di vita. 

Non resta quindi che darci appuntamento al Forte Marghera, sabato 12 e domenica 13, per una full immersion nella multiforme esperienza di VIS 2013. 

Il Consiglio della Fondazione Ars Medica


COME ARRIVARE AL FORTE MARGHERA:

IN MACCHINA DA PADOVA

Alla barriera di Venezia prendere l'uscita verso Venezia/Ravenna/Mestre/Marghera
Alla rotonda prendi la 2a uscita e imbocca lo svincolo per Porto/Trieste/Belluno/Tarvisio/Venezia
Mantieni la sinistra al bivio, segui le indicazioni per Venezia
Prosegui dritto su Via Giorgio Rizzardi
Al semaforo svolta a sinistra verso Corso Popolo (mantieni la destra)
Al secondo semaforo svolta a destra e imbocca Via Torino
Al semaforo svolta a sinistra e imbocca Viale Ancona
Al semaforo svolta a destra e imbocca Via Forte Marghera
La destinazione è sulla destra appena superato un deposito TNT Traco.

IN MACCHINA DA TREVISO
Prendere il terraglio e proseguire sempre dritto
Superare il ponte della Favorita e alla rotatoria prendere direzione Venezia.
Alla successiva rotatoria prendere prendere la prima uscita direzione Venezia
Proseguire sempre diritto.
Superato il deposito ACTV (sulla destra), tenere la destra e proseguire.
Superato il ponte pedonale di San Giuliano, tenere la destra e seguire le indicazioni Forte Marghera
La destinazione si trova sulla sinistra.

IN AUTOBUS
Dalla stazione di Mestre Autobus linea 9 per Marcon oppure linea 15 per Aeroporto
Fermata su Via Forte Marghera "Campo Atletica"

Da Venezia Piazzale Roma Autobus linea 12
Fermata su Viale San Marco "Forte Marghera"
 

VIS 2013

CHE C’AZZECCA CON LA PROFESSIONE DEL MEDICO

VIS 2013: CHE C’AZZECCA CON LA PROFESSIONE DEL MEDICO ?

Non vogliamo essere retorici, ma semplicemente contribuire ed ulteriormente stimolare un dibattito che, nato in seno al Consiglio dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Venezia, ci auguriamo possa coinvolgere tutti gli iscritti, con l’ambizione di provocare libere riflessioni capaci di spostare un po’ più in alto l’asticella delle nostre capacità di comprensione della realtà in cui viviamo e del momento storico che stiamo attraversando.
Che c’azzecca Venezia In Salute con la professione del medico, che ogni giorno deve prendere decisioni sulla pelle della gente – e non è semplicemente un modo di dire – e sempre di più con l’occhio al portafoglio della comunità, ovvero avendo ben presente la spesa di risorse pubbliche che inevitabilmente comporterà ogni sua decisione, sia essa di fare, sia essa di non fare, non prevenire, non prevedere … ?
VIS c’azzecca con la professione del medico nella misura in cui ogni medico diventerà sempre più consapevole di essere – possiamo dire provocatoriamente ? – tornato a far parte di questa società civile, membro attivo non più privilegiato, come forse (se mai) lo è stato un tempo, ma ogni giorno di più gravato di decisioni che si ripercuotono sull’intero corpo sociale e che pertanto pretendono la maturazione della sua consapevolezza di essere intrinsecamente innestato in questo tessuto.
Ecco perché al medico va data la possibilità di incontrare - e questa è l’ambizione di VIS, secondo l’intuizione della FNOMCeO che affidò a Venezia codesto progetto sperimentale – le istituzioni che governano la comunità, gli operatori del settore che fondano le loro attività aziendali sui bisogni di salute e le associazioni che vivificano la polis attraverso il volontariato.
Incontrare e condividere le necessità soprattutto dei meno abbienti, in una sinergia di intenti e quindi di concreta operatività che peraltro, nell’attuale ristrettezza economica, è già diventata una necessità strategica, non più una scelta.
Il tutto nel segno di un rinnovato patto sociale - ahinoi osteggiato da chi specula sulla contrapposizione e sulla difesa di interessi particolari - che costituisce la vera nuova frontiera da raggiungere.
Dovrebbe essere evidente a tutti come l’individualismo sprezzante abbia prodotto quella povertà di mezzi e di valori che sono alla radice della decadenza della nostra società. Quel circolo vizioso va spezzato e di certo anche con il contributo di quella che una volta, con un termine ormai desueto, si denominava la “classe” medica.
Il medico di per se stesso, gli piaccia o no, è testimone e quindi latore dei bisogni della persona, da quelli fisici a quelli psicologici a quelli spirituali. Pertanto non può sottrarsi, neanche volendolo, alla sua vocazione sociale: farsi appunto portatore delle esigenze di salute, da intendersi a 360°, al di sopra degli interessi di parte, certamente al di sopra anche dei suoi stessi interessi, in aderenza ai principi del Codice di Deontologia Professionale, vera bussola imperturbabile della sua navigazione, per quanto a volte burrascosa.
Al tempo stesso in cui si mette a servizio il medico chiede anche qualcosa per sé: chiede che la società civile gli riconosca la delicatezza del ruolo che è chiamato a svolgere, la perigliosa complicatezza della sua professione, la disponibilità a discutere apertamente del rischio clinico per perseguirne una gestione più oculata e saggia, perché frutto della presa di coscienza della reale natura delle cose.
Di fatto al medico interessa di questi tempi, forse con priorità assoluta, recuperare la propria serenità professionale, per il bene(ssere) proprio ma anche, in ultima analisi, dell’intero corpo sociale.
Sono note a tutti le conseguenze della medicina difensiva - 12 milioni di euro all’anno letteralmente bruciati in questa dissennata fornace, per non dire delle conseguenze morali e affettive di procedimenti lunghi e penosi che vedono accusati i medici, salvo risolversi con l’assoluzione nella quasi totalità dei casi - , mostruosa creatura partorita dalle litigiose contrapposizioni tra medici e pazienti malevolmente strumentalizzate da parte di alcuni che non desiderano certo il bene comune, ma perseguono solo il loro interesse particolare.
E’ venuto il tempo di affrontare questo problema, senza alcuna pretesa di anacronistica intangibilità da parte del medico, ma con la serietà e la serenità intellettuale e morale, da parte di tutte le componenti in gioco, di chi veramente desidera perseguire una ragionevole composizione delle reciproche aspettative, all’insegna del bene comune, laddove bene è sinonimo di salute, salute da costruire tutti insieme nella e per la nostra comunità di Venezia. 
dott. Moreno Scevola
Presidente Fondazione Ars Medica

VIS 2013

ADERENZA, APPROPRIATEZZA ED ALLEANZA TERAPEUTICA

VIS 2013
"ADERENZA, APPROPRIATEZZA ED ALLEANZA TERAPEUTICA"
Questo il titolo del convegno a spessore provinciale che aprirà a Mestre sabato 12 ottobre, presso il padiglione 36 del Forte Marghera, la terza edizione di Venezia In Salute, organizzato dalla Fondazione “Ars Medica” su mandato del Consiglio dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Venezia.
La sanità veneziana, convenuta da tutte e quattro le Aziende Sanitarie della nostra Provincia, punta alla tripla A, che in questo caso non è un parametro di affidabilità finanziaria ma una sorta di parola d’ordine, la cui concreta traduzione in percorsi virtuosi di pratica clinica è conditio sine qua non sarà mai più possibile garantire la sostenibilità della spesa sanitaria e quindi la stessa sussistenza della sanità pubblica.
Nell’attuale periodo di ben note ristrettezze economiche gli operatori della sanità, dagli amministratori a tutti i medici, quale che sia la loro collocazione in ospedale o nel territorio, sono chiamati a riflettere sui concetti di aderenza, appropriatezza ed alleanza terapeutica, modellando su di essi ogni loro decisione.
Nel momento dell’allocazione delle risorse, così come nella fase della diagnosi e della cura della persona assistita la stringente limitatezza delle risorse impone ad ogni protagonista, dirigente amministrativo o medico, di aderire alle più avanzate linee guida e, quando esistenti, ai protocolli validati a livello internazionale.
Ogni prescrizione, sia essa diagnostica o terapeutica o riabilitativa, deve fin d’ora corrispondere ai più limpidi criteri di appropriatezza, per evitare anacronistici sprechi di risorse.
Infine l’alleanza terapeutica, coniugabile in almeno due concetti: 1) l’alleanza tra medico e paziente, una sorta di rinnovato patto per la salute, laddove la comunicazione medico paziente - tanto declamata ma ancora troppe volte trascurata quando i medici non riescono a dedicare ai pazienti il tempo per rispondere alle loro domande e per corrispondere al loro bisogno di essere rassicurati - da una parte dovrebbe produrre la condivisione delle scelte elaborate sulla base dei summenzionati concetti di aderenza e di appropriatezza, dall’altra dovrebbe/potrebbe costituire una sorta di “rete di contenimento” del rischio clinico, laddove le azioni vengano assunte a partire da una condivisione e da una con-decisione; 2) l’alleanza tra medici, che sottolinea una volta di più la necessità di un sempre maggiore rapporto/comunicazione/condivisione di strategie e di scelte tra i medici, alleati nel perseguire un modus operandi frutto di omogeneità di processi decisionali e comportamentali tra medici del territorio e medici ospedalieri, in un patto che possa abbattere definitivamente quelle incomprensibili separazioni/contrapposizioni che solo danni hanno prodotto innanzitutto al mondo della professione e quindi conseguentemente all’intero corpo sociale, con ricadute a tutti evidenti anche sul piano della contenziosità e delle varie sindromi da rivalsa così “di moda” nei nostri giorni, foriere di ulteriori sconvenienti pratiche quali la medicina difensiva, tanto per farne un esempio.
Il convegno del 12 ottobre, come è facile desumere dall’allegato programma, coinvolgerà tutte le componenti della professione, a partire dai Direttori Generali delle 4 Aziende Sanitarie della Provincia di Venezia, rappresentati dal Dott. Gino Gumirato (ASL 13), per arrivare ai medici ospedalieri, ai medici del territorio e agli odontoiatri, anch’essi chiamati a coniugare i principi di cui sopra in una situazione nella quale l’offerta di salute ogni giorno di più viene fatta oggetto di mercificazione e di speculazione, dimenticando che curare non è sinonimo di vendere, né tanto meno di comprare.
Ad arricchire i contributi del convegno il Comitato Etico della ASL 12, grazie alla comunicazione della dott.ssa Zanini, ci spiegherà secondo quali criteri esso venga concretamente in supporto dei processi decisionali spettanti ai medici.
A conclusione, grazie all’intervento del maestro Massimiliano Frani che ci condurrà nell’ascolto guidato di alcuni brani musicali, ai presenti sarà data l’opportunità di fare sulla loro pelle l’esperienza di come gli stessi elementi di cui ci siamo occupati quali “tecnici” della salute in realtà appartengano a quanto di più innato ed intrinseco si possa trovare nell’uomo, dimostrandoci come le alleanze concorrano a quell’uniformità di sentire e, in ultima analisi, di vivere che sono il fondamento della salute dell’uomo. 

Il Consiglio della Fondazione Ars Medica

Gli espositori si presentano

Merenda Sana a scuola

ULSS 12 VENEZIANA - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE
MERENDA SANA A SCUOLA 


L’Azienda Ulssl 12 Veneziana - Dipartimento di Prevenzione – si è fatta interprete localmente del programma “Guadagnare Salute” del Ministero della Salute, in collaborazione con la Regione del Veneto, la Provincia di Venezia, i Comuni di Venezia e di Marcon.

Educare a stili di vita sani significa iniziare un processo che si sviluppa nel tempo e che sa adattarsi alle esigenze e al mutare del panorama sociale, economico e culturale. Alimentazione sana, promozione dell’attività fisica, conoscenza e valorizzazione delle produzioni tipiche e biologiche, con particolare attenzione alla stagionalità e agli aspetti ambientali legati al cibo: queste sono le basi del progetto “Merenda Sana”, avviato nell’anno scolastico 2011-2012. Il progetto si rivolge, con idonee proposte didattiche, ai bambini delle classi prime della scuola primaria, con l’obiettivo di condividere insieme un percorso alla salute che duri l’intero ciclo scolastico. Il successo di questo programma ambizioso dipende dalla partecipazione di tutti e non può quindi prescindere dall’impegno quotidiano anche dei docenti e dei genitori, i quali diventeranno sempre più parte attiva attraverso adeguati strumenti educativi e momenti di formazione.
Siamo presenti alla manifestazione Venezia in Salute. Vieni a trovarci allo stand “Merenda sana” per informarti sul progetto e partecipare alle diverse attività didattiche per adulti e bambini.

Programma attività domenica 13 ottobre
10.00-13.00, La spesa intelligente: sai cosa mangi? I segreti delle etichette. Laboratorio per adulti.
10.00-13.00, Giochi e laboratori per bambini.

14.30 -15.30, La spesa intelligente: sai cosa mangi? I segreti delle etichette. Laboratorio per adulti.
14.30 -15.30, Giochi e laboratori per bambini.

15.00 – 16.00, Visita guidata al Forte: una sana passeggiata alla scoperta della storia e della natura di Forte Marghera con il capitano del Forte e altri simpatici personaggi. Attività per bambini ed adulti (max 30 partecipanti), prenotazioni presso lo stand Merenda Sana.

15.30 – 16.00, Favola animata “Il fagiolino magico”, una favola per imparare a coltivare l’orto.
16.00 – 16.30, Laboratorio “L’orto in bottiglia”. Porta con te un vasetto o una bottiglia di plastica e semineremo degli ortaggi.

17.00 – 17.30, Favola animata “Il fagiolino magico”, una favola per imparare a coltivare l’orto.
17.30 – 18.00, Laboratorio “L’orto in bottiglia”. Porta con te un vasetto o una bottiglia di plastica e semineremo degli ortaggi.

17.00 – 18.00, Visita guidata al Forte: una sana passeggiata alla scoperta della storia e della natura di Forte Marghera. Attività per bambini ed adulti (max 30 partecipanti), prenotazioni presso lo stand Merenda Sana.

Le attività sono gratuite. 
Informazioni e prenotazioni presso lo stand Merenda sana.
In caso di mal tempo il programma potrà subire delle modifiche.


ULSS 12 VENEZIANA - DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE
UOSD Educazione e Promozione della Salute 


Allattamento materno: verso una Comunità amica del bambino

L’allattamento materno è una risorsa senza eguali. Oltre ad essere il nutrimento ideale per supportare la crescita, permette al neonato di svilupparsi in salute. Infatti, per meglio adeguarsi alle sue necessità, non ha mai la stessa composizione nel tempo e la stessa consistenza durante la poppata.
Ad esempio, dopo i primi tre giorni il colostro diventa latte di transizione e dopo qualche settimana raggiunge la sua composizione definitiva. Il colostro è il primo latte, giallo, ricco e molto denso. Il latte di transizione è più acquoso e di colore biancastro, e offre al piccolo in modo equilibrato e graduale tutto il nutrimento di cui ha bisogno.
Oltre a contenere tutti i nutrienti nelle giuste proporzioni, ed essere facilmente digeribile, è noto che il latte materno protegge dalle malattie: ad esempio, la diffusa gastroenterite infantile da rotavirus quasi non compare nei neonati allattati al seno; si presentano con minore frequenza anche le infezioni respiratorie, le allergie, le occlusioni intestinali, il diabete e la morte improvvisa in culla. Si è osservato, infine, un effetto protettivo nei confronti dell’obesità negli anni a venire.
Numerosi i vantaggi anche per la madre: la suzione, ad esempio, stimola la contrazione del tessuto uterino, garantendo da subito un minor rischio di emorragie post-partum, e favorendone il ritorno alla dimensioni originarie. A lungo termine, inoltre, l’allattamento ha un effetto protettivo nei confronti del cancro ovarico e della mammella.
Va quindi ricordato l’impatto psicologico positivo sul legame relazionale che s’instaura tra madre e bambino.
Generalmente le cause che portano ad abbandonare l'allattamento sono la scarsa informazione sulle conseguenze o il mancato sostegno alle giovani madri in un periodo, quello post-parto, spesso caratterizzato da fragilità psicologica.
Per questo motivo − e da quest’anno tale politica aziendale è stata approvata con atto formale ad aprile 2013 − l’Azienda Ulss 12 Veneziana ha iniziato un percorso per promuovere un Ospedale e una Comunità “Amici del Bambino”, secondo le indicazioni dell’OMS e dell’UNICEF. Fin dal 2004 il percorso è stato accompagnato da un programma di formazione degli operatori del Dipartimento di Prevenzione, del Dipartimento Materno-infantile e dei presidi ospedalieri, dei Servizi Vaccinali e dei Consultori Familiari. La formazione, infatti, è un passaggio determinante non solo per accrescere le conoscenze del personale, ma prima di tutto per motivarlo a sostenere l’allattamento materno sul territorio, dopo la dimissione ospedaliera.
Altro punto chiave è la creazione di una rete territoriale – fatta di operatori, associazioni, pediatri di famiglia, strutture pubbliche o private − in grado di assicurare un sostegno continuativo, e durante la quotidianità, alle madri e alle loro famiglie.


MET – MUSIC EDUCATION THERAPY™

MET – Music Education Therapy™ è un rivoluzionario metodo terapeutico basato sull’uso della musica associata alla medicina. Basato su principi di pedagogia musicale, MET – Music Education Therapy™ prevede l’ascolto brani musicali selezionati scientificamente da un catalogo di composizioni dal 1100 fino al giorno d’oggi.
Elementi come il suono, l’armonia ed il ritmo sono applicati per organizzare l’esteso repertorio disponibile. Composizioni di maestri come Monteverdi, Brahms, e Cage assieme a brani della tradizione folkloristica mondiale formano il catalogo MET™ codificato nel 2005 dall’Aspen Education Group, che ha introdotto questo programma terapeutico dopo più di 6000 ore di ricerca.
In situazioni critiche e di normale degenza, l’uso della musica favorisce la riduzione della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca, respiratoria ed il miglioramento dell’ossigenazione sanguigna. I fattori di cambiamento includono aumento dei parametri vitali, riduzione dei comportamenti di disagio, diminuzione dei tempi di degenza, miglioramento dell’interazione paziente-caregiver, miglioramento della qualità della vita.
La terapia MET, accreditata presso istituzioni mediche internazionali, è già applicata in diverse istituzioni Italiane quali l’Ospedale dell’Angelo di Mestre (Pediatria e Neonatologia), l’Ospedale San Bortolo di Vicenza (Pediatria e Neonatologia) e l’Antica Scuola dei Battuti di Mestre.
In programma per Venezia in Salute 2013, una presentazione della metodologia e dei cambiamenti in atto nel mondo della Sanità mondiale a favore del paziente attraverso l’incremento dello studio ed applicazione della medicina palliativa e di terapie alternative.
Durante i mesi di Ottobre, Novembre e Dicembre, molte manifestazioni sono state organizzate per garantire la diffusione di questo metodo terapeutico.
Oltre la partecipazione alla Venicemarathon, in occasione del EXPOSPORT presso il Parco San Giuliano, concerti, convegni ed eventi speciali daranno modo alla popolazione di apprendere le modalità di applicazione di questo innovativo metodo.


 

Gli espositori si presentano

COMUNE DI VENEZIA
DIREZIONE AFFARI ISTITUZIONALI  - Servizio Programmazione Sanitaria

 

IL PROGETTO “ALLENAMAMMA”


Il progetto “Allenamamma”, organizzato dal Servizio Programmazione Sanitaria del Comune di Venezia in collaborazione con la Polisportiva Terraglio di Mestre, è rivolto alle neo mamme di bambini di età compresa tra gli 0 e i 24 mesi ed ha lo scopo di promuovere il loro benessere fisico e relazionale attraverso delle sessioni di attività motoria.
Diventare mamme è un evento della vita unico che porta in sé un cambiamento fisico, psichico e di ruolo sociale. Nel territorio solitamente sono presenti molteplici iniziative che riguardano la preparazione al parto e il monitoraggio della gravidanza ma spesso non esistono attività che aiutino le mamme nel difficile periodo del post-partum. Dopo la nascita del bambino, è importante per le puerpere non sentirsi sole ed escluse, è fondamentale ricominciare a riprendere contatto con il proprio corpo accettando i cambiamenti indotti dal parto ed avendo la possibilità di reinserirsi nel territorio.
In quest’ottica, il progetto Allenamamma invita le neo mamme a dedicare del tempo alla cura di se stesse e del proprio corpo, senza per questo dover rinunciare all’accudimento del neonato.
Dal punto di vista pratico, il progetto si articola in lezioni, tenute da un docente di scienze motorie, che guida le mamme nello svolgimento di alcuni semplici esercizi nei quali il passeggino viene utilizzato come elemento d’appoggio.
Questo strumento, infatti, grazie alla sua particolare struttura è un ottimo sostegno per l’attività fisica, in quanto permette lo svolgimento di esercizi preposti a combattere la lassità del pavimento pelvico, a tonificare l’addome e i glutei e a rinforzare, attraverso movimenti specifici, la zona della schiena e delle gambe. Durante il corso è previsto inoltre l’utilizzo di altri attrezzi che si possono ricavare dall’ambiente circostante (le lezioni si tengono in palestra o al parco), come ad esempio panchine o gradini. Al termine di ciascuna lezione vengono effettuati degli esercizi guidati a terra sul tappetino.
Oltre all’indubbia utilità per la forma fisica, il progetto si propone di migliorare in maniera notevole anche la dimensione psicologica delle neo mamme. Numerosi studi confermano infatti che l’attività fisica favorisce il benessere emotivo perché migliora la percezione degli stimoli provenienti dal proprio corpo, aumenta il senso di autocontrollo e autonomia, allevia gli stati emotivi di stress, contrasta i pensieri spiacevoli rendendoli meno intrusivi in quanto l’attenzione si sposta da se stessi all’altro.
Dal punto di vista sociale, “Allenamamma” è l’occasione per ciascuna mamma di incontrare altre donne, creare nuove amicizie e legami, scambiare opinioni e confrontarsi con persone di età e culture diverse.
L’attività è organizzata solitamente in due distinte sessioni: nel periodo invernale, da febbraio ad aprile, il corso si svolge una volta alla settimana all’interno della Polisportiva Terraglio mentre nel periodo estivo, da aprile a giugno, ha cadenza bisettimanale e si svolge all’aperto, presso il parco Albanese- Bissuola di Mestre. Ogni singola lezione, della durata di 45-50 minuti circa, prevede 10 minuti di riscaldamento, 30 minuti di tonificazione muscolare e 10 dedicati all’attività di stretching e rilassamento.
A cadenza periodica, il progetto prevede degli incontri specifici con dei professionisti del settore sanitario, quali pediatri, dietisti e fisiatri, nei quali vengono trattate e approfondite delle tematiche utili alle neo mamme, per esempio indicazioni nutrizionali sulla corretta alimentazione da tenere nel periodo post-partum.
Al fine di perfezionare e ottimizzare i contenuti del corso, all’inizio e alla fine delle attività ciascuna partecipante è invitata a compilare un semplice modulo contenente alcune domande che riguardano la propria dimensione corporea (età, peso, altezza, etc…) nonché il proprio stile di vita (abitudine o meno al consumo di sigarette, tipo di alimentazione, ect.).


ASSOCIAZIONE GIOVANI E CUORE ARITMICO ONLUS
"Volontariato come ponte per comprensione paziente-medico "


L’associazione Giovani e Cuore Aritmico – Geca onlus è un’associazione no profit sorta nel 2000 per sostenere le persone affette da malattie cardiache eredo familiari e le loro famiglie. L’associazione dal 2010 è diventata Associazione di Promozione Sociale, conta oltre 700 iscritti e si impegna a portare avanti programmi di sostegno alle persone affette da cardiomiopatie ad impronta aritmica e alle loro famiglie (oltre 420 nuclei familiari).
Il supporto ai malati e ai familiari avviene attraverso varie attività:
- un recapito telefonico attivo 24 h su 24;
- un centro di riferimento, sede Via P.P. Vergerio nr. 19, aperto tutti i giorni;
- servizio di supporto psicologico con presenza in sede di una psicologa due volte a settimana;
- consulenze cliniche e genetiche;
- attività di volontariato con convenzione con l’ Azienda Ospedaliera di Padova;
- meeting informativi con aggiornamento da parte di ricercatori clinici e genetisti sull’evoluzione della ricerca e sulle applicazioni cliniche;
- programmazione corsi training autogeno e rianimazione cardio-polmonare.
Creare l’Associazione come centro di riferimento per i pazienti con patologie aritmiche si è dimostrato di valido aiuto per tutti, il nostro ruolo di “PONTE” tra pazienti e medici è la risposta al nostro impegno di essere presenti.

Graziella Paola Marcon
Presidente Associazione Giovani e Cuore Aritmico Onlus


METABOLE' CON LE DONNE OPERATE AL SENO

Sei una donna operata al seno?
Vorresti avere informazioni e condividere una comune esperienza?

VIENI A FORTE MARGHERA IL 13 OTTOBRE 2013 dalle ore 10.00 alle ore 18.00

Troverai altre donne operate al seno che potranno aiutarti
Per leggere le storie di alcune donne operate al seno visita il sito www.metabole.it

Per informazioni scrivi a amministrazione@metabole.it o telefona al n. 3478753720


LILT - TRIFOGLIO ROSA 


Gentilissime e gentilissimi siamo qui per farvi conoscere la nuova realtà che si è costituita all’interno della  LILT in associazione alla Canottieri Mestre di S. Giuliano.
Siamo un gruppo di donne operate al seno che si identificano con la sigla “ Trifoglio Rosa “ e che con l’attività di vogare sul “ Dragon Boat “ cercano di vivere con serenità sia sul piano fisico che psicologico superando le conseguenze del problema che le ha colpite.
Abbiamo scoperto che stare insieme, promuovere iniziative, pagaiare sulla laguna e sui fiumi,ma soprattutto incontrare persone è una delle migliori medicine per affrontare situazioni talvolta difficili, ma prima  di tutto è un grande arrichimento personale.
Il “ Dragon Boat “ è un’imbarcazione con testa e coda di Drago ed ha un equipaggio massimo di 20 vogatrici con a poppa un timoniere fornito di un remo della lunghezza di 3 metri con funzione di timone.
La prima squadra di “ Dragon Boat – Donne in Rosa “ nasce in Canada a Vancouver nel 1996 dove un medico, il dottor Mc Kenzie, ha scoperto che il movimento con la pagaia aiuta a combattere il ristagno linfatico, ma soprattutto lo stare in compagnia solleva il tono dell’umore e promuove la solidarietà.
Il nostro intento è che altre donne condividano la nostra esperienza e riscoprano il piacere di vivere e di stare insieme, magari anche scoprendo che pagaiare insieme aiuta anche percorrere insieme con serenità le rotte anche difficili della vita.
Associazione “ Trifoglio Rosa “ – La presidente Daniela Galletta
 

Gli espositori si presentano

ORDINE DEI FARMACISTI DELLA PROVINCIA DI VENEZIA
Tematiche svolte dai Farmacisti nei contatti con il pubblico.


I Farmacisti saranno a disposizione dei visitatori per fornire tutte le informazioni pertinenti alla propria area professionale.
In particolare sarà riservata in questa occasione una particolare attenzione alle seguenti tematiche:
custodia del farmaco, regole per il corretto uso del farmaco di automedicazione, controllo della cassetta di pronto soccorso, controllo delle scadenze, temperature di conservazione, conoscenza delle disposizioni della legge sulla farmacovigilanza e dei doveri del cittadino in essa previsti.
Il Presidente
dr. Fiorenzo Zago


COORDINAMENTO DELLE PROFESSIONI SANITARIE DEL VENETO


La salute è un bene inalienabile di ogni Cittadino, costituzionalmente tutelato sul territorio nazionale, la cui qualità deve essere garantita dai professionisti che vi operano.
Le Professioni Sanitarie Ostetriche, dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e Diagnostica, della Riabilitazione, della Prevenzione, a partire dalla legge 42 del febbraio 1999 e fino alla legge 43 del febbraio 2006, hanno percorso un iter che ha riconosciuto lo sviluppo di livelli di competenza, autonomia e responsabilità che le qualificano all’interno di un sistema sanitario universale, di libero accesso e di eguaglianza.
Le Professioni sopramenzionate In Regione Veneto si sono costituite come Coordinamento delle Professioni Sanitarie a cui aderiscono le Associazioni Professionali ed i Collegi riconosciuti dallo Stato Italiano come rappresentative.
Uno degli obiettivi del Coordinamento è la collaborazione e la sinergia con la professione del Medico Chirurgo, secondo il tema di Venezia in Salute 2013:
APPROPRIATEZZA DIAGNOSTICA E ALLEANZA TERAPEUTICA
Alleanza per creare sinergia e appropriatezza nei percorsi terapeutici, nel rispetto delle competenze e dei ruoli professionali.
Alleanza con il cittadino, per soddisfare i bisogni di salute, in un periodo di riduzione delle risorse non solo economiche.

Nell’ambito di Venezia in Salute 2013 il Coordinamento delle Professioni Sanitarie propone ai visitatori:
• Test equilibrio
• Test visione
• Palpazione al seno
• prevenzione tumori sfera femminile
• Gluco-test (mattina)
• AsNAS: (Associazione Nazionale Assistenti Sanitari)
• ANDID: (Associazione Nazionale Dietisti)
• ANEP: (Associazione Nazionale Educatori Professionali)
• AIDI: (Associazione Igienisti Dentali Italiana
• Audiometristi
• UNID: (Unione Nazionale Igienisti Dentali)
• FLI: (Federazione Logopedisti Italiani)
• AIORAO: (Associazione Italiana Ortottisti - Assistenti di Oftalmologia)
• Collegi delle Ostetriche del Veneto – Coordinamento
• AIP: (Associazione Italiana Podologi)
• AITA: (Associazione Italiana Tecnici Audiometristi)
• ANA – ANAP: (Associazione Nazionale Audioprotesisti Professionali)
• A.N.Pe.C: (Associazione Nazionale Perfusionisti in Cardiochirurgia)
• UNPISI: (Unione Nazionale del Personale Ispettivo Sanitario d'Italia)
• F.I.Te.La.B.: (Federazione Italiana Tecnici Laboratorio Biomedico)
• Confederazione:
• ANTeL
• (Associazione Italiana Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico)
• ASSIATEL (Associazione Italiana Tecnici di Laboratorio)
• AITIC Associazione Italiana Tecnici di Istologia e Citologia
• AITN: (Associazione Italiana Tecnici di Neurofisipatologia)
• Collegi TSRM: (Tecnici Sanitari di Radiologia Medica)
• ANTOI: (Associazione Nazionale Tecnici Ortopedici Italiani)
• ANUPI: (Associazione Nazionale Unitaria Psicomotricisti Italiani)
• AITO: (Associazione Italiana dei Terapisti Occupazionali).

Gli espositori si presentano

FMSI VENEZIA
INTEGRATORI: quando usarli

La relazione intende approfondire una abitudine molto diffusa a livello nutrizionale ovvero quello del consumo di integratori. Questa abitudine riguarda sia il consumo di integratori dietetici sia integratori finalizzati allo sport.
Gli integratori hanno avuto un successo importante in quanto vengono troppo spesso ritenuti in grado di ottenere facili e veloci risultati per il miglioramento della performance e del peso corporeo. In realtà il loro uso è indispensabile solo in casi specifici e particolari.
Per tale motivo il Ministero della Salute interviene con l’emanazione di norme per regolamentare il commercio degli integratori alimentari. Purtroppo il controllo istituzionale degli integratori è molto meno restrittivo rispetto a quello imposto sui farmaci. In particolare la composizione non viene controllata, non è richiesto che sia provata l’efficacia sull’uomo, non è richiesto che sia provata l’innocuità sull’uomo. è possibile che il prodotto non contenga la sostanza dichiarata. Tale situazione determina la condizione che il prodotto possa risultare talvolta se non dannoso quanto meno inutile. In ambito sportivo molto spesso si è verificata la contaminazione di integratori con sostanze dopanti per cui anche inconsciamente molti atleti si sono ritrovati positivi all’antidoping.
la disinformazione e il “fai da te” sono i principali fattori che predispongono all’uso improprio ed all’abuso di integratori.
E’ fondamentale una adeguata conoscenza dei reali benefici e degli effetti collaterali, come anche la capacità di distinguere e scegliere il prodotto realmente valido tra i numerosi ed evidenti tentativi di confondere le idee.
dott. Rosario Conte
Specialista in Medicina dello Sport 
Ulss 12 Veneziana


NORDIC WALKING
COS’E’ IL NORDIC WALKING 


Sono sempre di più le persone che decidono di “mettersi in cammino” per un desiderio o per una necessità di “benessere”.
TUTTI POSSONO CAMMINARE, DURANTE TUTTO L’ANNO E IN QUALSIASI LUOGO.
Ma c’è un modo “altro” di camminare, diverso dall’idea comune di andare a piedi, un modo più “consapevole” di fare un passo dopo l’altro; viene da lontano, dai paesi freddi e stupendi del nord e, per le sue incredibili potenzialità, sta incuriosendo e affascinando: è il NORDIC WALKING.
Tradotto in italiano si presenta come Camminata Nordica. Nato nei Paesi Scandinavi tanti anni fa era inizialmente praticato dagli atleti dello sci di fondo durante la preparazione a secco estivo - autunnale. Il Nordic Walking è nuovo metodo di praticare sport che si sta affermando in tutto il mondo. Sport per tutti e per tutto l’anno che offre un modo facile, poco costoso e divertente per gustare uno stile di vita sano e attivo.
L’obiettivo principale della “camminata nordica” con i bastoncini è il recupero della “camminata naturale”, quella che nessuno utilizza e pratica più da tanto tempo, dimenticata per l’umano adattamento a stili di vita diversi, alla quale viene aggiunto l’uso funzionale di due bastoncini.
La pratica del nordic, se perseguita costantemente e con una buona tecnica di base, è in grado di dare risultati sorprendenti
L’armonia delle azioni della camminata nordica diventa quasi una danza, UN AVANZARE LEGGERO CHE SEGUE IL RITMO INTERIORE: PASSO, BRACCIA, MANI, CUORE E PENSIERO, garantendo un profondo benessere fisico e mentale.
L’ambiente in cui si cammina rende ancor più entusiasmante la pratica di questa disciplina sportiva tutta da scoprire: un argine, la campagna, un parco con alberi secolari, la montagna o il mare . . . . .
DOVE SI PRATICA
Il punto di forza del Nordic Walking è quello di poter essere praticato in qualunque posto, nei parchi, in città, in campagna, lungo gli argini dei fiumi, sulla spiaggia. Naturalmente più il terreno è omogeneo, indipendentemente da come è fatto e meglio si riesce ad esprimere il gesto atletico e di conseguenza si ottiene il massimo risultato.
IL NORDIC WALKING PUÒ ESSERE PRATICATO OVUNQUE LA NATURA CI ACCOLGA.
I BENEFICI DEL NORDIC WALKING
Il Nordic Walking può essere a ragione considerato una delle attività sportive (alla portata di tutti) più complete in assoluto. Adottando una tecnica corretta si riesce ad avere un elevato coinvolgimento muscolare ed un efficace lavoro cardiocircolatorio ottenendo enormi benefici per la propria salute. Poche attività sportive possono vantare le caratteristiche del Nordic Walking. Infatti è proprio adatto a tutti. Dai bambini agli anziani. Camminare con i bastoncini è un’attività sportiva sana e naturale che può essere praticata ovunque, durante tutto l’anno e a tutte le età. Si può camminare da soli o in compagnia, in silenzio o chiacchierando, si può camminare per poco tempo o per giorni interi. E’ difficile trasmettere con le parole quanto sia bello camminare, bisogna solo sperimentarlo. Da sempre si consiglia di camminare, per mantenere la forma e la tonicità muscolare, per contenere il peso nei suoi valori ottimali, per allenarsi o anche solo per piacere. Camminare è il movimento naturale per eccellenza, camminare con i bastoncini è qualche cosa in più. Con poco tempo a disposizione si riesce a fare molto, basta uscire di casa e via subito in movimento con tutto il corpo. Riassumendo per punti:
 Tutto il corpo è coinvolto nell’avanzamento. La percentuale della muscolatura attiva è superiore al 90%.
 Migliora la capacità aerobica ed è un ottimo allenamento cardiocircolatorio.
 Riduce, nel lungo periodo, patologie legate a cause cardiovascolari.
 Fa perdere peso: il consumo calorico è circa il 45% in più della normale camminata (circa 400 kcal/h rispetto alle 240 – 280 kcal/h).
 Riduce notevolmente i fattori di stress e depressione, migliora l’umore soprattutto perché praticato sempre all’aria aperta
 Contribuisce a diminuire la pressione arteriosa, la glicemia, i trigliceridi e il colesterolo totale e ad aumentare quello HDL, migliorandone il controllo
 Diminuisce la predisposizione al fumo – il fumatore fuma di meno.
 Grazie all’uso dei bastoncini le sollecitazioni sulle articolazioni (schiena, anche, ginocchia, caviglie) sono notevolmente ridotte, mentre migliorano flessibilità e mobilità; per questo il Nordic Walking è indicato alle persone in soprappeso o con problemi alle articolazioni.
 Migliora la coordinazione motoria e la postura, prevenendo, riducendo o eliminando i problemi alla schiena.
L’ATTREZZATURA
ABBIGLIAMENTO: inizialmente, come abbigliamento, può bastare quello normalmente utilizzato per il jogging cercando semplicemente di adattarlo all’ambiente in cui si va a praticarlo. Se ci si trova in zone con clima caldo, possono bastare un paio di pantaloncini e maglietta; l’ideale è vestirsi adeguatamente in base al clima e al tempo del momento e comunque portare sempre con se un capo di abbigliamento in più o una giacchetta antivento in caso di cambiamenti di clima. Con il classico “vestirsi a cipolla” non si sbaglia mai.
SCARPE:le scarpe da ginnastica o jogging vanno solitamente bene. L’ideale, su percorsi tradizionali, sarebbe la scarpa da walking che supporta la rullata del piede.
BASTONCINI: i bastoncini devono essere specifici per la pratica del Nordic Walking. 
by Nordic Walking Mestre

Gli espositori si presentano

Municipalità di Mestre Carpenedo


La Municipalità di Mestre Carpenedo, che con i suoi 89.280 abitanti si pone come la maggiore del Veneto, da sempre contribuisce con l'Amministrazione comunale al benessere delle cittadine e cittadini, attraverso la programmazione urbanistica, culturale, sociale, sanitaria. Infatti una città sana, e il comune di Venezia in questi ultimi vent'anni lo ha fatto, ampia gli spazi pedonalizzati ove le persone possano camminare e incontrarsi, le piste ciclabili, i parchi e i boschi. In particolare la Municipalità ha promosso l'attività e il benessere degli anziani – 14 gruppi anziani autogestiti – che svolgono attività ricreative e incontri su temi sanitari, coltivano gli orti urbani (76 al parco Albanese, 32 al Pertini), partecipano al progetto “Allenamente” nel bosco dell'Osellino al Pertini, con un gruppo in cammino guidato da un operatore sportivo. I servizi sociali svolgono con i minori e le famiglie un'attività di prevenzione del disagio attraverso una serie di attività, che vanno dal sostegno dei ragazzi nell'attività scolastica (sms e laboratorio colorato), alla promozione del pedibus, al progetto “Oltrescuola”, al “Crescere insieme”. Quest'ultimo progetto si rivolge alle famiglie dei bambini e adolescenti e gode di un consenso in crescita, perché risponde a domande sempre più articolate e pressanti. Nel corso di quest'anno si è svolto anche il progetto”Fili”, in via Piave, che ha messo in relazione minori, anziani, persone di diverse culture. Tutte le attività vedono coinvolti gli operatori del servizio sociale della Municipalità assieme ad altri servizi - come l'Etam, il servizio Immigrazione -, associazioni e terzo settore - come Coges, Playy, Mandragola -, volontari - come il “Gruppo di lavoro di via Piave”-. Esempio del lavoro nel territorio in cui istituzioni, terzo settore e cittadini fanno sinergia per il benessere di tutti.
Inoltre la Municipalità promuove ogni anno alcune attività sportive non competitive che vedono la partecipazione di molte cittadine e cittadini di ogni età. “Stimo lo sport” riunisce nei parchi cittadini, durante le festività dedicate a S,. Michele, le associazioni sportive di diverse discipline praticate nel nostro territorio, dal calcio alla danza allo yoga ecc. Quest'anno sono intervenute 30 associazioni. In una bella giornata settembrina si è svolta anche la “Maratonina”, con percorsi più o meno lunghi nel territorio della Municipalità, che ha visto impegnate 1300 persone. Anche il “palio di Mestre” con i 4 quartieri in lizza anima il territorio di Mestre, contribuendo alla promozione di una vita sana e partecipata. Anche queste attività vedono impegnati nel territorio, accanto alle istituzioni e associazioni, molte volontarie e volontari.

prof. Chiara Puppini
delegata alle Politiche Sociali
Municipalità di Mestre Carpenedo


Cittadinanzattiva- Tribunale dei Diritti del Malato


Domenica 13 ottobre 2013 sono previste due relazioni nell’Area Meeting a cura dell’Avv. Silvia Sorrentino a tema: Legge 38/2010 e Consenso Informato. 

I volontari di Cittadinanzattiva- Tribunale dei Diritti del Malato saranno a disposizione dei visitatori per fornire strumenti di autotutela, orientamento e consulenza a partire dai principi contenuti della Carta europea dei diritti del malato. 
A disposizione materiale informativo cartaceo e visualizzazione slide su p.c.
Particolare attenzione e informativa alle seguenti tematiche:
-Legge 38/2010: Accesso alla terapia del dolore e alle Cure Palliative- Non siamo nati per soffrire
-Consenso informato: Cosa non può e deve essere il consenso informato
-Accesso agli atti: Ma davvero posso?
-Liste di attesa : Essere pazienti non significa attendere all’infinito- Strumenti di autotutela
-Prescrizioni specialistiche: Facciamo girare la carta, non il cittadino.
-Violazione dei diritti: Come e quando segnalare, strumenti di tutela e autotutela.
Sandra Boscolo
Presidente sezione Riviera del Brenta
 

Gli espositori si presentano

ULSS 13: 
IL PERCORSO ASSISTENZIALE DEL PAZIENTE CON FRATTURA DI FEMORE DA FRAGILITA’


Introduzione
L’ osteoporosi è una malattia dello scheletro caratterizzata da una ridotta resistenza ossea, che predispone ad un aumento del rischio di frattura. Si tratta di una malattia “silenziosa”, che può progredire senza dare segni o sintomi per diversi anni, fino a che non si verifica una frattura da fragilità, che rappresenta l’ unica manifestazione clinica della malattia. Questa peculiarità dell’ osteoporosi, unita all’ aumento progressivo dell’ aspettiva di vita della popolazione in tutto il mondo, ha fatto sì che tale patologia, per le complicanze fratturative a cui espone, rappresenti un problema critico di salute pubblica tra i più gravi ed urgenti da affrontare nel XXI secolo, secondo soltanto alle patologie cardiovascolari.
L’ osteoporosi interessa una porzione elevata della popolazione italiana, soprattutto di sesso femminile. Si stima che in Italia ne siano affette circa 4,5 milioni di donne e circa 1 milione di uomini, anche se probabilmente esiste una larga parte della popolazione per la quale ancora non è stata effettuata una diagnosi corretta della malattia.
Tra le fratture da fragilità causate dall’ osteoporosi, quelle femorali rappresentano la complicanza più grave della malattia, con un impatto clinico e socio-economico drammatico. Dopo una frattura di femore, la mortalità è di circa il 5% entro il primo mese e del 15-25% entro un anno; in circa il 20% dei pazienti viene persa completamente la capacità di deambulare in modo indipendente e solo il 30-40% di essi riacquista la piena autonomia nelle attività della vita quotidiana.

Prevenzione secondaria: sempre attuata?
I pazienti che hanno subìto una frattura di femore da fragilità ossea presentano un rischio elevato di ulteriori fratture, pari a circa il 10% all’ anno per una nuova frattura femorale e molto superiore a tale cifra se si considerano le fratture vertebrali ed extravertebrali assieme. Pertanto, i pazienti con frattura di femore da fragilità, come quella conseguente a caduta dalla stazione eretta, devono ricevere una terapia farmacologica per ridurre il rischio di fratture successive.
Tuttavia, dopo una frattura femorale la terapia antifratturativa viene prescritta in una percentuale di pazienti estremamente bassa, che, a seconda degli studi, è compresa tra il 6 e il 31%. La grande maggioranza dei pazienti fratturati di femore, quindi, non riceve un trattamento antiosteoporotico e perciò viene lasciata nella condizione di alto rischio di incorrere in una successiva frattura da fragilità.
I motivi dell’ insufficiente prevenzione secondaria delle fratture da fragilità sono svariati:
● la mancata diagnosi di frattura da fragilità, dovuta all’ errore di considerare traumatica una frattura causata semplicemente da una caduta dalla stazione eretta;
● l’ opinione ancora diffusa che l’ osteoporosi e le fratture ad essa correlate rappresentino l’ inevitabile conseguenza dell’ invecchiamento;
● l’ età avanzata dei soggetti fratturati (l’ età media dei pazienti con frattura di femore è attorno agli 80 anni nel sesso femminile e di poco superiore in quello maschile), per cui può essere considerata inutile una terapia antiosteoporotica per prevenire ulteriori fratture;
● la non adeguata percezione, da parte della classe medica, della portata del fenomeno osteoporosi;
● la non diffusa conoscenza che esistono farmaci efficaci per ridurre significativamente il rischio di fratture da fragilità.
Come conseguenza di questa scarsa sensibilità al problema osteoporosi, paradossalmente proprio nei soggetti a più alto rischio di frattura, ovvero i pazienti anziani fratturati di femore, l’ osteoporosi è molto spesso sottodiagnosticata e/o sottotrattata.

Il percorso gestionale della frattura di femore nell’ ULSS 13
Nell’ Azienda ULSS 13 dall’ anno 2001 è strutturato un percorso assistenziale per la gestione dei pazienti anziani con frattura di femore, realizzato grazie alla collaborazione tra l’ U.O. di Ortopedia e Traumatologia, l’ U.O. di Lungodegenza Riabilitativa -che include l’ Ambulatorio per la Diagnosi e Cura dell’ Osteoporosi- ed il Servizio di Medicina Fisica e Riabilitativa.

Gli scopi di tale percorso sono:
1) realizzare una modalità di gestione ospedaliera caratterizzata dall’ approccio ortogeriatrico, con i seguenti obiettivi:
● migliorare la qualità complessiva della gestione clinica dei pazienti;
● ridurre la mortalità, le complicanze e la disabilità conseguenti a frattura di femore;
● favorire una ripresa precoce dell’ autonomia e delle attività quotidiane;
● razionalizzare la durata delle degenze ospedaliere e ridurre i tempi di degenza in Ortopedia;
● ridurre le spese farmaceutiche improprie;
● identificare soluzioni assistenziali appropriate post-dimissione, particolarmente per l’ anziano fragile;
● utilizzare correttamente i nodi della rete dei servizi per l’ anziano;
2) identificare le fratture di femore da trauma “non efficiente” come fratture da fragilità e diagnosticare la malattia ossea fragilizzante responsabile della frattura;
3) individuare e correggere l’ ipovitaminosi D e l’ eventuale iperparatiroidismo secondario (prerequisito fondamentale per qualunque terapia antiosteoporotica);
4) avviare una terapia antifratturativa, attuando così la prevenzione secondaria delle fratture osteoporotiche.

Il percorso prevede che il paziente sottoposto ad intervento chirurgico per frattura di femore, se non dimissibile al domicilio dall’ U.O. di Ortopedia (per varie problematiche, tra cui condizioni cliniche internistiche instabili, potenzialità di recupero funzionale limitata da deficit cognitivo o comorbilità, inadeguato supporto familiare) venga trasferito, generalmente in quinta-sesta giornata postoperatoria, presso l’ U.O. di Lungodegenza Riabilitativa. Qui la gestione del paziente è, in sintesi, così articolata:
● valutazione internistica/geriatrica, gestione delle patologie concomitanti e preesistenti alla frattura (comorbilità) e delle eventuali complicanze mediche postoperatorie che richiedano un trattamento in fase post-acuta;
● valutazione mirata –clinica, metabolica e strumentale- della malattia ossea fragilizzante correlata alla frattura femorale (diagnostica differenziale);
● prosecuzione dell’ intervento riabilitativo, iniziato precocemente durante la degenza in Ortopedia, con un trattamento di tipo estensivo;
● programmazione precoce della dimissione al domicilio (con eventuale attivazione dell’ ADI) oppure attivazione dell’ UVMD Geriatrica per Residenza Sanitaria Assistenziale o Casa di Riposo;
● prescrizione degli idonei ausilii e pianificazione del follow-up.

Dott. Gianpaolo Voltan
U.O.C. Lungodegenza Riabilitativa, Ospedale di Noale

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