A chi dà fastidio l’indipendenza dei medici?

Ddl Lorenzin: il presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Venezia Giovanni Leoni scrive a Quotidiano Sanità: «Non credo la classe politica abbia titolo per indicare alla classe medica come espletare la professione. Quanto a etica i medici e gli odontoiatri non possono prendere lezione da questi politici».
L'articolo, che qui riproponiamo integralmente, è stato pubblicato ieri, mercoledì 12 luglio, sulla testata online. Per leggere l'originale clicca qui.

Gentile Direttore,
Il Ddl Lorenzin, e mi riferisco in particolare alla riforma degli Ordini, dimostra ignoranza e aggressività nei confronti dei medici. Dopo alcune vicende come la riforma costituzionale, bocciata dagli italiani, o come la legge elettorale che non vede la luce, la classe politica non credo abbia titolo per indicare alla classe medica come espletare la professione. Mi troverete in buona  compagnia con altri presidenti di Ordine decisamente critici sulle determinazioni di questo DdL. 
Quanto all’obbligo del voto on line per le elezioni degli Ordini, sarebbe bene che provasse prima il Ministero dell’Interno con le elezioni politiche, aprendo la strada e risolvendo di colpo tutte le relative problematiche tecniche e legali. Analogamente può dirsi sia per l’incompatibilità, per il limite dei mandati, decisi per legge e non da libere elezioni in cui sono gli iscritti a eleggere i propri rappresentanti con la preferenza, se li ritengono adeguati al ruolo. 
La bassa considerazione della vita degli Ordini traspare dall’analisi degli emendamenti proposti e successivamente ritirati da politici, spesso, privi della necessaria conoscenza idonea ad affrontare tematiche così delicate per un corretto espletamento della professione medico – chirurgica, come si evince dai curricula di molti esponenti proponenti gli emendamenti stessi in sede di commissione.
Io rispetto la Democrazia in ogni sua forma ma sottolineo alcuni aspetti di cultura di base specifica ed ovviamente l’opportunità per rivestire certi ruoli in qualità di Legislatore, specie quando si affrontano alcune materie particolarmente tecniche.
Mi domando  come potrebbe un medico affrontare efficacemente tante patologie complesse se non avesse studiato tanti anni?
Ordini, sindacati e società scientifiche sono le varie espressioni dell’attività intellettuale del medico a livello extra clinico - sono sinergiche e in questo particolare momento della mia vita, facendo  parte di tutte e tre, affermo che Il problema non è un'incompatibilità decisa per legge, ma piuttosto le ore della giornata di lavoro e la tenuta fisica, anche se, in tutto ciò, non mancano gli aspetti complementari e le sinergie.
 
Come medici ed odontoiatri ricordiamoci sempre di essere professionisti chiamati, quotidianamente, ad essere all’altezza delle diverse sfide alla salute della collettività e, non un gruppo eterogeneo che, spesso, mostra di non conoscere i problemi reali del paese e non riesce a proporne soluzioni adeguate.
Come professionisti abbiamo il dovere di dire la verità ai cittadini per quanto ci compete nelle dovute forme, perché quanto a etica i medici e gli odontoiatri non possono prendere lezione da questi politici.
 
Piccolo esempio le Università: decreto per l’accesso a medicina e chirurgia pubblicato con i posti diminuiti. Iscrizioni solo online, dal 3 al 25 luglio. I posti disponibili sono 9.100 per medicina e chirurgia, 908 per odontoiatria, 655 per Veterinaria, 501 per Medicina in lingua inglese. La Ministra del Miur Valeria Fedeli, ha firmato i decreti che definiscono i contenuti e le modalità di svolgimento delle prove di ammissione l’anno accademico 2017/2018.
Questa è la risposta formale dello Stato Italiano alla richiesta da più fonti su dati oggettivi, sulle curve di anzianità, Fnomceo, Enpam, Fimmg, Sindacati della Dipendenza, di aumentare il numero di posti a Medicina sia nel corso di laurea sia per i posti nelle Scuole di Specializzazione sia per i posti del triennio formativo per la Medicina del Territorio.
 Il LINK-Coordinamento Universitario denuncia un “sistema di programmazione del tutto inadeguato sia perché continua a prevedere una sacca di precariato, lungi dall’essere riassorbita, tra la laurea e l’ingresso in specializzazione, sia perché il numero di borse di specializzazione ad oggi bandite è inadeguato a garantire il recupero dei pensionamenti complessivi dei medici e chirurghi del SSN, come denunciato sia da molte società scientifiche (ad esempio la Società Italiana dei Pediatri) sia dalle Regioni“, (Veneto compreso).
Dovranno essere i cittadini a richiedere il necessario  rinnovo della classe medica mutilata con premeditazione nei numeri con deficit prevedibile di assistenza  pubblica.
 
Concludo poi, quanto ai nuovi scenari in sanità creati nel tempo della politica, sottolineando il fatto che allo stato sono tuttora senza esito i reiterati appelli delle Commissione Nazionale Albo Odontoiatri, ottimamente guidata dal Presidente Giuseppe Renzo, per un'adeguata regolamentazione della pubblicità di settore a tutela del pazienti, rivoluzionata a suo tempo dalla mitica Legge  Bersani.
È possibile che i devastanti effetti derivati fossero indesiderati in origine, ma attualmente  proprio i tanto demonizzati Ordini sono impegnati nella difesa di una corretta informazione sanitaria indirizzata al singolo cittadino per contrastare  derive commerciali della peggior specie.
 
Quindi, gentile direttore, a chi dà  fastidio l’indipendenza degli Ordini?
                
Giovanni Leoni, Presidente OMCeO Provincia di Venezia

Segreteria OMCeO Ve
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