#VIS2018: quando la salute accende le piazze

Gli infermieri a mostrare le tecniche di disostruzione sui neonati, il controllo della glicemia, i consigli per smettere di fumare, quelli dei medici di famiglia, dei pediatri, dei dentisti, dei farmacisti, i doctor clown a strappare un sorriso, gli atleti, colorati e sorridenti, del Nordic Walking, le attività e i servizi offerti dai laboratori privati, i campioni omaggio e gli opuscoli informativi, le note trascinanti e coinvolgenti del concerto finale.
Complice anche una bella giornata di sole – finalmente! – è stato un successo l’incontro in piazza a Mestre dell’edizione 2018 di Venezia in Salute: migliaia i cittadini che per tutta la giornata hanno affollato Piazzetta Pellicani e i 31 gazebo degli oltre 60 enti allestiti in via Palazzo, chiedendo consigli di salute e scoprendo le tante realtà attive sul territorio in ambito sanitario. Un’edizione da record, quella dedicata alla festa per i 40 anni del Servizio Sanitario Nazionale, che resterà negli annali dell’Ordine veneziano dei Medici Chirurghi e Odontoiatri.

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Una mattinata tra sport, solidarietà e informazione
Sul palco per tutta la giornata il brio e la verve dell’ormai collaudata coppia di “presentatori” di VIS composta da Nicoletta Codato, delegata del Comune di Venezia all’organizzazione di VIS, e Gabriele Gasparini, vicepresidente della Fondazione Ars Medica. Ad aprire la festa di piazza le esibizioni tra sport e solidarietà: i primi a salire sul palco sono stati i ragazzi di Adam, associazione nata nel 2006, presentata da Gessica Cervesato e Valentina Giordano, che sensibilizza sui disturbi del comportamento alimentare. Tra le tante iniziative offerte, ad esempio, lo sportello d’ascolto gratuito, il gruppo di auto mutuo aiuto, la sensibilizzazione dei giovani nelle scuole e la danzaterapia, di cui è stata data una dimostrazione.

Importanti le testimonianze arrivate dai campioni portati in Piazzetta Pellicani dalla Polisportiva Terraglio, associazione che lavora sul territorio da oltre 30 anni per lo sport inclusivo e che, andando proprio in questa direzione – come ha spiegato il direttore tecnico Betty Pusiol – da alcuni anni ormai ha sviluppato anche fondamentali percorsi di riabilitazione e una spiccata attenzione per lo sport paralimpico, da cui arrivano tanti risultati.
Sul palco sono saliti il campione paralimpico di nuoto Christian Clemente, che ha mostrato gli argenti vinti agli Europei di Anversa dell’anno scorso e ha raccontato di divertirsi in piscina «perché può stare con i suoi amici», e l’allenatore Mirko Castellani che ha illustrato il nuovo progetto della pallanuoto integrata. Ma le emozioni più grandi della mattinata sono arrivate dalla performance di danza unificata, presentata dal tecnico federale Carlo Zaia: sulle note del film Inside out gambe e ruote insieme in una nuova dimensione di danza, atlete normodotate e paralimpiche insieme.
Sul maxischermo anche le immagini del progetto Allenamente che da anni Comune di Venezia e Polisportiva Terraglio offrono ai cittadini per promuovere una sana attività fisica per tutti nei parchi cittadini che solleciti anche un allenamento cognitivo.

Dopo i messaggi di solidarietà e inclusione, la parte informativa della mattina si è aperta con i saluti delle autorità. «L’idea di VIS – ha spiegato l’ideatore, 8 anni fa, della manifestazione, il medico di famiglia Maurizio Scassola, oggi vicepresidente dell’OMCeO veneziano – è nata da una sofferenza: noi medici abbiamo bisogno di uscire dai nostri studi e dalle nostre unità operative e di vivere di più a contatto con le persone. Siamo avviluppati da prestazioni e invece dobbiamo vivere in mezzo alla gente, ricordarci che apparteniamo a una comunità. VIS poi è anche una grande occasione per confrontarci con le altre professioni sanitarie».
Sul palco è salita anche Simona Arletti, presidente della rete italiana Città Sane dell’OMS, che ha sottolineato la volontà della rete, e anche di VIS, di portare salute ai cittadini e l’importanza delle cure primarie per portare uguaglianza nella salute, «obiettivo, purtroppo – ha proseguito – non ancora raggiunto. La salute si costruisce con l’istruzione, con i mezzi pubblici accessibili, con la possibilità per tutti di fare sport, con le aree verdi».
Brevissimo il saluto del presidente dell’OMCeO veneziano Giovanni Leoni che ha subito lasciato la parola a Simone Venturini, assessore comunale alla Coesione sociale, presente anche il giorno prima al convegno scientifico che si è svolto a Venezia. «VIS ormai – ha detto indossando la maglietta ufficiale della manifestazione – è famosa come San Remo. Non servono presentazioni. Per noi, però, è fondamentale avere un Ordine, come quello veneziano, che si apre alla città, fa prevenzione, coinvolge cittadini e corpi intermedi. Per noi amministrazione, queste iniziative sono strategiche. È bello vedere questa grande partecipazione».

Dare un’informazione corretta, sottolineare l’importanza di dar retta alla scienza e non al dottor Google, rafforzare il rapporto di fiducia tra il medico o il pediatra e i suoi pazienti, i messaggi arrivati, invece, dalla tavola rotonda La realtà dei vaccini che si è svolta subito dopo.
Un momento di riflessione per sottolineare che «le malattie infettive – ha spiegato Giorgio Palù, presidente della Società Europea e Italiana di virologia – non sono sparite. Sono state fino a inizio Novecento la prima causa di morte: se nel secolo scorso la vita media era di 55 anni, una recente stima dice che nel 2030 arriveremo a 90. I vaccini sono il presidio che ha contributo a eliminare questa prima causa di morte e che ha portato benefici all’umanità più dell’acqua potabile». Chi è un po’ in là con gli anni non può non ricordare le famiglie di 12 figli in cui 4 o 5 morivano di morbillo o di difterite o in quante case vivessero poliomielitici. Ora non più. «Questo – ha aggiunto – è il contributo reale che la gente non può dimenticare».
Impresa impossibile, però, riuscire a convincere tutti della necessità delle vaccinazioni. «Il fronte no vax – ha sottolineato Vittorio Selle direttore del Servizio Igiene e Sanità pubblica dell’Ulss 3 Serenissima – è una percentuale davvero minima di intransigenti. Non li convinceremo mai. Noi dobbiamo parlare a chi ha dei dubbi, a quel 4-5% di persone che ha un momento di sbandamento. E dobbiamo parlare tutti – medici, pediatri, professori, istituzioni – alla stessa maniera».
Titubanze e incertezze che, di fatto, si superano da sole quando tra medico e paziente si instaura uno stretto rapporto di fiducia. «Noi operatori sanitari – ha infatti aggiunto il pediatra Andrea Righetti, responsabile per le vaccinazioni della FIMP Venezia – dobbiamo invadere la rete con notizie corrette. Io, ad esempio, nel mio piccolo, ho un mio sito e una pagina facebook... Per noi pediatri poi è indispensabile un’alleanza strategica con i nonni perché loro sono gli unici che possono raccontare alle mamme e ai papà cosa fossero la polio o la tosse pagana».
Tanti i temi affrontati e i falsi miti smontati durante l’ora di confronto:

  • la totale sicurezza dei vaccini che non vengono controllati solo quando vengono creati, ma anche monitorati dopo (Palù);
  • l’assenza di qualsiasi correlazione tra vaccini e autismo, supportata da studi scientifici e pure da recenti sentenze dei tribunali (Palù);
  • le cause per cui una persona non può essere vaccinata e i rischi reali per la vita che corrono in classe i bimbi con scarse difese immunitarie a contatto con compagni non vaccinati (Righetti);
  • la non pericolosità del fare tanti vaccini tutti insieme, anzi la maggiore efficacia del singolo vaccino se somministrato insieme agli altri (Righetti);
  • gli effetti collaterali, che pur ci sono, ma sono nell’ordine di 30 casi di eventi avversi gravi, e mai con conseguenze permanenti, su un milione e mezzo di dosi somministrate (Righetti);
  • il Piano Nazionale di Prevenzione e il primato di Venezia, prima provincia del Veneto per copertura vaccinale con la soglia di copertura stabile al 95% (Selle);
  • il caos provocato tra obbligo di legge e autocertificazioni e il grande lavoro svolto in questa direzione dai dirigenti scolastici (Selle);
  • gli ipotetici vantaggi per i gruppi farmaceutici. «Il vaccino – ha spiegato lapidario il professor Palù – si prende una sola volta e costa 7 euro. Il vero business, che vale milioni di euro, semmai, è quello delle pillole da prendere una volta al giorno per tutta la vita. Quelle per il colesterolo, ad esempio, o i farmaci antitumorali»;
  • l’allontanamento immediato necessario per chi, proprio nella classe medica, non segue la scienza, rifiuta la medicina tradizionale e si affida a rimedi fantasiosi (Righetti).

E se andare dal medico da sani, come succede con i vaccini, può sembrare una contraddizione, la secca smentita arriva da dottor Selle. «È fondamentale – ha sottolineato – nell’ottica della prevenzione. Come fare attività fisica per stare meglio, come aderire agli screening. Oggi offriamo ai 50enni, ad esempio, lo screening per il tumore del colon, ma l’adesione è bassa: un’opportunità gratuita offerta dallo Stato che non viene colta. È questa una delle frontiere importanti su cui oggi investire risorse». E dal direttore arriva anche una bacchettata ai colleghi, un appello pressante a tutto il personale sanitario: «Siate voi – ha concluso – i primi a dover dare il buon esempio. Vaccinatevi! A cominciare in autunno dall’antinfluenzale».

Un pomeriggio di buone pratiche sul territorio
Il pomeriggio dell’edizione 2018 di Venezia in Salute è stato, invece, dedicato ad alcune delle buone pratiche, quei servizi attivi sul territorio che fanno della provincia un’eccellenza in materia di sanità. Grande allegria e divertimento, prima sul palco poi in via Palazzo, hanno portato i doctor clown – Smemorina (Federica Marcato), C’era una volta (Elisabetta Orfei), Raggio di Sole (Antonella Babetto), Siora Sanse (Franca Scarpa), Stracchina (Martina Stocco) e Lavandino (Renzo Boscolo Forcola) – dell’associazione mestrina Il piccolo principe, nata nel 2002, che porta un sorriso ai piccoli ricoverati negli ospedali dell’Angelo di Mestre, di Dolo e Noale, e nelle case di riposo, migliorando la loro qualità della vita.

Un benessere che può arrivare anche dagli amici a 4 zampe. L’infermiera Vally Calzavara ha raccontato l’iniziativa che consente di portare il cane a trovare il proprio padrone, ricoverato in ospedale, e che nasce nel 2015 dal progetto Ti dono un sorriso, proposto dall’allora Ulss 13 di Mirano nei reparti di oncologia ed ematologia. Dapprima destinato solo alla lungodegenza, oggi, per volere della dottoressa Vania Noventa, direttrice delle Cure primarie, è stato esteso anche agli altri reparti e al territorio.

Dalla riviera al litorale, in un’ottica sempre più metropolitana, Fabio Toffoletto, direttore del Dipartimento Area Critica Pediatrica ed Adulta e dell’Unità Operativa Complessa Anestesia e Rianimazione dell’Ulss 4 Veneto Orientale, ha parlato poi dell’operazione Spiagge sicure che, da Cavallino a Bibione, permette ai turisti di trascorrere vacanze in piena salute, con la stessa assistenza e allo stesso costo riservati ai cittadini residenti.

Un importante progetto che può contare su presidi diffusi sul territorio: ospedali, pronto soccorso, punti di primo intervento, elicotteri ed ambulanze, moto mediche, guardie mediche, ambulatori diurni, potenziamento delle attività ospedaliere e un fondamentale servizio di interpreti, sono 14, di inglese e tedesco attivi 12 ore al giorno.

Non è mai troppo tardi per smettere di fumare è un altro dei messaggi risuonati forti dal palco di Piazzetta Pellicani con i consigli arrivati dal medico tossicologo Novella Ghezzo, del Servizio dipendenze dell’Ulss 3 Serenissima. «La buona notizia – ha spiegato – è che smettere di fumare è possibile e porta benefici in ambito cardiovascolare, nella vita riproduttiva e al sistema respiratorio. Smettere si può, in che tempi è soggettivo: c’è chi ci mette una settimana, chi un mese».
Chi arriva negli ambulatori dell’Ulss 3 ha un’età media alta, intorno ai 40-45 anni: è chi non riesce a smettere di fumare da solo, persone per cui la sigaretta è diventata ormai parte della vita, della routine.. Persone che hanno bisogno di un supporto motivazionale e di qualcuno che li segua. Alta la percentuale di successo: a tre mesi di distanza dall’inizio del percorso, il 50% ce la fa. Ben 4 gli ambulatori specialistici attivi: a Mestre e all’ospedale di Dolo, aperti il lunedì pomeriggio, all’interno della Cardiologia riabilitativa di Noale, che offre anche percorsi di gruppo, e a Chioggia, il cui servizio sarà ripreso al più presto.

Altra eccellenza sul territorio, altro servizio offerto dall’Ulss 3 Serenissima, L’esercizio fisico nel cardiopatico illustrato da Franco Giada del Dipartimento Medicina specialistica, delle Unità Operative Complesse Medicina dello sport e dell’Esercizio fisico e Cardiologia riabilitativa dell’Ospedale Calvi di Noale. Un’iniziativa che nasce dall’esigenza di stabilire nuovi percorsi assistenziali dopo la gestione della fase acuta della malattia – molto aggressiva da un lato, costosa e breve dall’altro – ma anche sulla base di molti risultati evidenziati dagli studi, a partire dalla minore morbilità e mortalità totale e cardiovascolare in chi è fisicamente attivo, sano e cardiopatico, rispetto a chi fa vita sedentaria.
Un servizio che si rivolge a pazienti con patologia cardiovascolare cronica stabilizzata o con recenti eventi cardiovascolari, che si avvale di équipes multidisciplinari, della stesura di programmi personalizzati e condivisi, di corsi di educazione sanitaria in ambito cardiovascolare e diabetologico, ma soprattutto delle palestre della salute con trainer esperti e strumentazione adeguata.

New entry della grande famiglia di Venezia in Salute quest’anno un’altra eccellenza del territorio, riconosciuta a livello internazionale, la Fondazione Banca degli Occhi. Grazie anche all’aiuto di un video esplicativo, il responsabile della comunicazione Enrico Vidale ha raccontato come da 30 anni ormai la Fondazione cerca di ridare la gioia di vedere attraverso il trapianto, la ricerca e la cura delle malattie oculari.
Centro di riferimento regionale per i trapianti di cornea del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, la Banca degli occhi è la prima in Europa per numero di cornee raccolte e distribuite, grazie alla grande sensibilità di tante famiglie e al lavoro instancabile di moltissimi operatori: raccoglie ogni anno oltre 4000 tessuti oculari per trapianto, promuove la cultura di donazione delle cornee, è costantemente impegnata nella ricerca per migliorare le tecniche di trapianto e la cura di altre malattie della vista.

Prevenzione e ricerca tra gli obiettivi anche di Geca Onlus, l’associazione padovana nata per lottare contro una malattia di origine genetica, la cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro, di cui erano e sono ancora sconosciuti molti aspetti e che può tragicamente causare la morte improvvisa di molti giovani. Proprio ai ragazzi, allora, Geca si rivolge con il progetto lanciato nei mesi scorsi e presentato sul palco di Piazzetta Pellicani da Aldo Cocchiglia e dall’artista Stefano Reolon: un libro illustrato che si ispira al mondo dei manga giapponesi ma anche allo slang dei giovani, condito da una vena fortemente pop e da colori fluo. Un modo estremamente creativo di comunicare ai giovani ciò di cui a volte si fa fatica a parlare, la malattia, e che spesso viene intesa come sinonimo di diversità e isolamento. Un progetto che sarà portato anche nelle scuole sia per una prevenzione primaria, sia per dare un senso di normalità a questi ragazzi.

Tornando a spostarsi sul litorale veneziano, la parola è passata a Pierandrea Salvo, responsabile della Casa delle Farfalle di Portogruaro, il centro per i disturbi alimentari dell’Ulss 4 Veneto orientale, centro di riferimento della Regione Veneto per la cura e la riabilitazione dei disturbi del comportamento alimentare.
Anche in questo caso accompagnato da un video di forte impatto, il direttore ha spiegato il percorso che accompagna il minore nel riconoscimento della propria patologia e nel suo superamento, gli interventi dedicati alle famiglie – cosa fare, quando, a chi rivolgersi – e soprattutto la specificità dei disturbi alimentari negli adulti e nell’età evolutiva, segnando le differenze legate proprio alle diverse età e al modello di cura.

Sul palco di Piazzetta Pellicani, poi, non sono voluti mancare i dentisti dell’Andi. Il presidente della sezione veneziana Filippo Stefani ha illustrato le tante iniziative che da anni ormai il sindacato promuove per i cittadini: il mese della prevenzione orale, l’oral cancer day, ma soprattutto il servizio di guardia odontoiatrica festiva attivo a Venezia fin dal 1995. Un cellulare – il numero è 336.262418 – che, durante il fine settimana e le feste, passa di mano in mano tra i liberi professionisti degli studi privati che hanno dato la loro disponibilità a prestare cure urgenti per pulpiti, ascessi e ricementazione di protesi. Un servizio che l’Andi spera presto di allargare trovando supporto anche in qualche ospedale pubblico.

Ultima delle eccellenze, ma questa volta di rilievo nazionale, ad essere presentata sul palco di VIS è stato il circuito di Piazza della Salute promosso dall’Enpam, l’ente previdenziale dei medici, in cui da due anni ormai rientra anche VIS. Laura Petri ha raccontato decine e decine di piazze che dal 2016 hanno ospitato iniziative di promozione della salute, in cui medici e odontoiatri portano in strada la loro disponibilità, dimostrando l’autorevolezza e l’utilità sociale della professione medica. Eventi, proprio come VIS, in cui i cittadini hanno l’opportunità di conoscere meglio i camici bianchi, di fare test diagnostici gratuiti, di imparare dagli esperti i comportamenti più corretti per vivere meglio, più a lungo e in miglior salute.

E un esempio concreto di corretta attività fisica e vita sana è arrivato dal palco di VIS dove si sono riunite tutte le associazioni di Nordic Walking – ASD Essetre Running, Nordic Walking Altinum ASD, Outdoor Spinea Nordic & Wellness NOW e ASD Outdoor Mogliano Veneto Nordic & Wellness NOW, KARDINES Nordic Walking, La Piave Nordic Walking Camminare con Arte ASD, NordicwalkinItaly Mestre, Lions Team Nordic Walking – attive sul territorio veneziano. Bastoncini alla mano, si sono presentate una alla volta e hanno poi guidato una camminata dimostrativa per le strade della città, con arrivo tra due ali di folla sotto il palco di Piazza Ferretto.

Il gran finale sulle note dei Beatles
E grande festa non poteva essere senza musica e ballo. Prima l’esibizione sensuale e coinvolgente di Estrotango, poi, per festeggiare degnamente i 40 anni del SSN, il gran finale di #VIS2018 in Piazza Ferretto, salotto buono di Mestre, con un grande concerto gratuito offerto agli operatori sanitari e ai cittadini. Sul palco la Magical Mystery Orchestra, i cui componenti non si sono affatto risparmiati e che hanno fatto ballare centinaia di persone sulle note dei più famosi successi dei Beatles.
Davvero soddisfatti gli organizzatori alla fine delle due giornate. «Un’edizione storica – ha ripetuto il presidente dell’Ordine Giovanni Leoni – una cosa come VIS non esiste in alcuna parte d’Italia».

Chiara Semenzato, giornalista OMCeO Provincia di Venezia

Segreteria OMCeO Ve
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