Bimbi e igiene orale, istruzioni per l'uso

Il messaggio passa forte e chiaro a metà pomeriggio: per una corretta prevenzione orale non serve essere eroi, basta lavarsi bene i denti due volte al giorno, mattina e sera, per almeno due minuti. “Vi consiglio di usare una clessidra” dice la professoressa Laura Strohmenger, dentista pubblica, come lei stessa si definisce presentandosi, all'incontro con le famiglie organizzato ieri pomeriggio al Palaplip di Mestre dalla Commissione Albo Odontoiatri dell'OMCeO di Venezia, in collaborazione con il Comune di Venezia.

Chiaro il presupposto iniziale: le malattie della bocca sono tutte legate a comportamenti sbagliati, la componente genetica è ormai bassissima. La prevenzione è, dunque, essenziale perché la salute del corpo passa anche attraverso la salute della bocca. “Uno dei fattori di rischio più rilevante – spiega la professoressa, collaboratrice dell'Organizzazione Mondiale della Sanità – è la dieta che dà una serie di malattie al corpo, ma anche al cavo orale. Bisogna ricordare che chi ha una carie in atto, corre un rischio più alto di ammalarsi nuovamente. Un bambino di pochi anni che ha una piccola lesione su un dente da latte deve andare dal dentista a curare la carie”.

La carie nasce dalla presenza di batteri in bocca e, per certi versi, è una malattia infettiva. “La quantità di batteri, – continua – che danno carie e che la mamma possiede nella sua bocca, vengono trasferiti al bambino. Quindi la mamma che non ha una bocca ben pulita e non ha una bocca sana è una fonte di rischio. Per questo la mamma in gravidanza deve curarsi la bocca”.

Il nemico numero uno da combattere sono i carboidrati raffinati, il loro uso eccessivo, ma soprattutto frequente. Lo zucchero, per capirsi, e in particolare il saccarosio. “Il mondo, purtroppo – aggiunge l'odontoiatra – va a saccarosio. Bisognerebbe arrivare ad usare zuccheri naturali e meno cariogeni, come lo xilitolo e la stevia. Quest'ultima comincia ad andare di moda. Da pochi mesi è stata fatta la Coca Cola con la stevia per lanciare il messaggio: “Io sono buona anche perché contengo uno zucchero poco dannoso per il corpo umano”. Stiamo studiando un famoso prodotto con la stevia per una nota ditta produttrice di dolci in Italia”.

In una scala degli zuccheri maggiormente portatori di carie, in vetta stanno il saccarosio e il glucosio, poi il maltosio, il fruttosio, il lattosio e, infine, l'amido. “Il latte della mamma – spiega la professoressa – contiene questi zuccheri. Quindi con l'allattamento continuo al seno, soprattutto notturno, tanto consigliato dai pediatri, la mamma può essere la causa della produzione di carie sui denti da latte del bambino. L'errore preventivo della pediatria viene poi pagato da questi bimbi”. Da eliminare dalla propria dieta, poi, le bevande, che hanno tutte un eccessivo contenuto di saccarosio, in particolare i succhi di frutta definiti “velenosi” dalla dottoressa Strohmenger.

“Assumendo zuccheri cariogeni – prosegue – l'acidità del cavo orale si abbassa e per mezz'ora restiamo in una condizione di acidità della saliva ad altissimo rischio. Ogni volta che mangio una merendina o una caramella, per mezz'ora la mia bocca è a rischio. Dopo mezz'ora tutto torna normale perché la saliva, per fortuna, contrasta l'acidità indotta dallo zucchero”.

Chiariti i fattori di rischio e le dinamiche d'attacco della carie, dalla professoressa Laura Strohmenger arriva un consiglio fondamentale ai genitori presenti al Palaplip. “Per la salute orale dei vostri figli – ha detto – cercate un odontoiatra pediatrico, un professionista che nessuno conosce. Conoscete il dentista, qualcuno l'implantologo o il chirurgo orale,e per i bambini l'ortodontista, quello che mette l'apparecchio. Il bambino, da 0 a 16 anni, ha bisogno di qualcuno che si occupi di tutto: degli apparecchi, delle carie, della prevenzione”.

Grazie anche al confronto diretto con i genitori, poi, sono scattati gli altri consigli utili, pieni di concretezza, per la prevenzione:

  1. Ridurre la frequenza di assunzione di zuccheri.
  2. Fare attenzione a ciò che si mangia: tornare alle merendine salate e abbandonare quelle dolci.
  3. Spazzolare i denti dopo ogni pasto oggi è quasi impossibile. Ma è più che sufficiente lavarsi bene i denti due volte al giorno, mattina e sera, per almeno due minuti. Per quantificare il tempo si può usare una clessidra. I batteri ci mettono 24 ore a ricoprire la superficie dei denti.
  4. Lo spazzolino deve essere più piccolo possibile, avere le setole dritte e va cambiato spesso, una volta al mese.
  5. Per la placca esistono molte pastiglie rivelatrici naturali che colorano i batteri. Si può fare una sera questo gioco con i bambini per mostrare loro quanti ce ne sono in bocca, ciò che deve essere rimosso.
  6. Le carie rampanti si sviluppano velocissime in bambini molto piccoli che assumono troppo spesso bevande zuccherate, come ad esempio le tisane. Queste carie portano alla perdita del dente attraverso un passaggio intermedio, l'ascesso.
  7. L'uso del succhiotto è dannoso, soprattutto durante la notte quando il flusso salivare si riduce. No, dunque, alla tettarella notturna piena di sostanze zuccherate. No anche al ciuccio dopo i tre anni. Dopo l'igiene orale il bambino non deve mettere in bocca più nulla, salvo eventualmente la pastiglia al fluoro.
  8. Sul fluoro l'Italia si divide tra i dentisti che dicono no e i pediatri che dicono un po' sì un po' no. L'OMS dice che il fluoro è stata la salvezza delle patologie come la carie, strumento di profilassi fondamentale. Il consiglio è di non usare i dentifrici da bambini, ma di usare quelli al fluoro.
  9. Per lavarsi bene i denti basta una lenticchia di dentifricio, non ne serve tanto, basta sporcare lo spazzolino.
  10. Fino a 6 – 7 anni il bambino non può pulirsi bene i denti da solo, bisogna controllarlo. Per l'igiene orale dei neonati basta passare una garza imbevuta d'acqua sulle gengive.
  11. La mamma deve imparare a guardare in bocca al proprio figlio: la placca si vede. La pastiglia rivelatrice è molto utile.
  12. Il dente dei 6 anni, il sesto dopo i 5 da latte, è ad alto rischio di ammalarsi perché è pieno di solchi e fessure, è in fondo e non ci si arriva bene, la bocca è piccola. Il dente va sigillato: l'odontoiatra pediatrico mette una vernice che impedisce il contatto tra lo smalto e il batterio, impedendo la formazione della carie. Questa operazione si chiama sigillatura e, purtroppo, in Italia, a differenza di altri paesi europei, non viene pagata dallo stato.
  13. I traumi in età pediatrica sono frequenti perché i bambini non stanno mai fermi: è fondamentale non agitarsi e rassicurare il bambino. Va fatto un passaggio al pronto soccorso.
  14. Il bambino ha capacità manuali limitate, per lui usare il filo interdentale è difficilissimo e può essere più dannoso dl beneficio che porta l'uso.
  15. Il collutorio, in realtà, non serve a molto e fa passare un messaggio sbagliato: che basti quello al posto di spazzolino e dentifricio. Non è così, è solo un aiuto in più.
  16. Le serie sperimentazioni scientifiche dimostrano che spazzolino manuale ed elettrico puliscono allo stesso modo. Dare a un bambino lo spazzolino elettrico significa far passare il messaggio “fa tutto lui”, quindi meglio di no. Ma se il bambino è svogliato e lo spazzolino elettrico è un incentivo a lavarsi i denti, allora sì. Attenzione, però, perché con lo spazzolino elettrico, l'abrasione è più rilevante.

Chiara Semenzato, collaboratrice giornalistica OMCeO di Venezia

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