Meningite : Il ragazzo è salvo: nessun danno cerebrale

Il ragazzo è salvo: nessun danno cerebrale
Nella giornata odierna il diciassettenne di Zelarino sarà trasferito dalla Rianimazione al reparto di Malattie infettive
E' fuori pericolo lo studente dello Stefanini colpito da meningite. Oggi, dopo gli ultimi controlli, verrà trasferito in reparto. Non è più infetto e fra qualche giorno potrà tornare a casa.

Se è vivo e non ha riportato alcun danno cerebrale lo deve alla bravura dei medici dell'Umberto I. Dal Pronto soccorso al Reparto di malattie infettive e alla Rianimazione, tutto ha funzionato come un orologio svizzero. I medici hanno fatto la differenza. Se la diagnosi non fosse stata tanto immediata, il ragazzo avrebbe riportato come minimo danni cerebrali più o meno permanenti. E invece ieri mattina ha risposto alle domande che gli ha posto il primario di Malattie infettive, il dottor Enzo Raise. "Gli ho chiesto se sapeva dove si trovava, chi sono i suoi genitori, se ha fratelli o sorelle e come si chiamano, dove abita, e se sa in che mese e in che anno siamo. Il ragazzo ha risposto correttamente a tutte le domande. Ricordava perfettamente tutto fino al momento dell'arrivo al Pronto soccorso dell'Umberto I e dunque si orientava anche nel tempo. Era assolutamente calmo e tranquillo e lo stato di coscienza ottimale - spiega il dottor Raise - ci fa dire che ormai è fuori pericolo e senza alcun danno. Anche la Tac di controllo che abbiamo fatto ieri ci ha confermato che non ci sono danni cerebrali. E io sono particolarmente soddisfatto ed orgoglioso di quello che abbiamo fatto perchè la differenza tra la vita e la morte in questi casi è di poche ore. Quattro o cinque al massimo. E invece con il dottor Andrea Barelli non abbiamo avuto dubbi quando si è trattato di diagnosticare l'infezione e di decidere che tipo di intervento andava fatto nell'immediato. E così siamo intervenuti veramente nel giro di pochissimo tempo. Da quando è arrivato in ospedale a quando gli è stata fatta la prima puntura lombare è passato pochissimo tempo. Per questo sono orgoglioso di quel che abbiamo fatto sia noi di Malattie infettive che tutto l'Umberto I."

Nel frattempo continuano gli interventi di monitoraggio della malattia. Si sta ad esempio lavorando alla sequenza del Dna per capire se il batterio che ha colpito il giovane di Zelarino sia esattamente lo stesso che ha ucciso tre persone nel trevigiano. Se così fosse, allora le autorità sanitarie sarebbero in grado di circoscrivere l'intervento alle persone che sono entrate in contatto con chi è stato colpito dalla meningite nel trevigiano. Ci vorrà comunque ancora un po' di tempo, forse tra oggi e domani ci sarà il responso, perchè si tratta in sostanza di fare una sequenza di Dna e, dunque, un esame estremamente complesso, lungo e laborioso. Per adesso il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell'Ulss 12 ha provveduto a fornire chemioprofilassi allargata a circa 90 persone entrate in contatto con il giovane 17enne, alle quali è stata proposta anche la vaccinazione con vaccino anti-meningococco C coniugato, che sarà eseguita nei prossimi giorni, come da indicazioni della Regione Veneto. L'Ulss 12 informa che i soggetti con età uguale o superiore a 15 anni potranno rivolgersi al Servizio di igiene pubblica e i soggetti di età minore di 15 anni ai Servizi Vaccinali per l'infanzia. La vaccinazione sarà eseguita secondo il calendario che si andrà sviluppando in funzione del numero delle richieste pervenute. E' comunque possibile rivolgersi ad un medico di fiducia per la somministrazione del vaccino acquistato autonomamente dagli assistiti presso le farmacie territoriali. Per informazioni è possibile rivolgersi al numero telefonico del Servizio di igiene pubblica 041 - 2608836 dalle ore 10 alle 16.Inutile dire che sia l'Ulss che i medici di base sono tempestati di telefonate e di richieste di spiegazioni. Il fatto è che questo meningococco di tipo C è molto più aggressivo e potente di quello di tipo B che si era fatto vivo l'anno scorso. Dunque è vero che i casi numericamente sono inferiori rispetto allo scorso anno, ma è la gravità che è completamente diversa. Certo non si tratta di una malattia infettiva che si trasmette con estrema facilità, tutt'altro. Il fatto è che i giovani hanno una vita un bel po' movimentata e quindi la diffusione, come è successo in questo caso, è particolarmente rapida. Ma la meningite non si prende come si prende un raffreddore e, dunque, si può stare relativamente tranquilli. In ogni caso la Regione, prima di iniziare una campagna di vaccinazioni tra i giovani anche nel veneziano vuole saperne di più. Se si è trattato infatti di un caso isolato - come sembra fino a questo momento - non c'è da preoccuparsi. La campagna di vaccinazioni si fa solo se il caso isolato si trasforma in epidemia come è successo nel trevigiano. Dunque, inutile correre a comprare il vaccino, per adesso

Maurizio Dianese  da "il Gazzettino "  del 9 gennaio 2008
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