Vaccini in farmacia, Leoni a Web Salute: «Competenze mediche restano del medico»

Indispensabile la presenza di un medico quando si procede a una vaccinazione. Ferma la posizione della FNOMCeO contro la possibilità che si possano somministrare le dosi anche nelle farmacie. Lo spiega il vicepresidente nazionale e presidente dell'OMCeO veneziano Giovanni Leoni in questa intervista rilasciata oggi, martedì 23 marzo 2021, a Nico Parente per Web Salute. «Il medico - sottolinea - è indispensabile per tutti i passaggi. Ce ne 160mila pronti oltre a chi è già impegnato negli hub e negli ospedali. Non sono i vaccinatori che mancano, ma i vaccini».

Si può leggere l'intervista anche a questo link diretto: https://websalute.it/vaccino-e-farmacisti-leoni-fnomceo-competenze-mediche-restano-del-medico/?fbclid=IwAR3YJgeHsBmKHp5YcfH0RynYRRucRc_7Qq0Pk9335adAXZhTbMhowELfau0

Vaccino e farmacisti, Leoni (FNOMCeO): «Competenze mediche restano del medico»
Il Presidente OMCeO Venezia: «Perplessità su sicurezza dei pazienti»

23 Marzo 2021

di Nico Parente

Mancano ancora i dettagli, servirà un protocollo operativo. Ma stando a quanto dichiarato dal Presidente FOFI Mandelli, quanto alla formazione specifica richiesta per consentire formalmente al farmacista di inoculare il vaccino anti Covid «non ci saranno particolari problemi, siamo sottoposti a un aggiornamento professionale continuo, rientrerà in quell’ambito».
Ma non sembra pensarla così la categoria dei medici, che ha sollevato non poche perplessità e dubbi in merito. SNAMI in una nota diffusa proprio ieri dichiara: «è un atto medico e non possono essere sdoganate, neanche in momenti di emergenza nazionale, figure non mediche, paventando così l’esercizio di abuso di professione».
Sul tema, abbiamo intervistato il Vicepresidente FNOMCeO e Presidente OMCeO Venezia dott. Giovanni Leoni.

Dott. Leoni, il nuovo DL ha nettamente rivisto il ruolo di farmacisti e farmacie all’interno della campagna vaccinale. In precedenza difatti il coinvolgimento dei farmacisti nella vaccinazione prevedeva comunque la presenza in loco di un medico, conferma?
Sì, è esatto.

Ora invece i farmacisti potranno direttamente somministrare il vaccino ai clienti…
Sì, o almeno così sembra perché ancora la dinamica, almeno a me personalmente, non è molto chiara.

Questo cambio repentino può risultare concretamente d’aiuto nell’ambito della campagna vaccinale oppure può suscitare timori e perplessità?
La problematica consiste nel fatto che si voleva ampliare l’offerta vaccinale aumentando i punti di vaccinazione, e come FNOMCeO abbiamo deciso di considerare quali punti di vaccinazione, oltre alle farmacie, anche le parafarmacie. Ma c’è un piccolo particolare: che deve sempre e comunque esserci il medico.

SNAMI nella nota diffusa afferma che i Medici di Medicina generale e medici di altri comparti hanno dato la loro disponibilità, per cui non corrisponde a verità che manchi chi dovrà vaccinare tanto da doversi rivolgere a farmacisti e parafarmacisti. Conferma?
Sotto l’egida dell’emergenza si dicono tante cose. Ma in questo momento in effetti non sono i vaccinatori che mancano, ma i vaccini. Per quanto riguarda poi l’ampliare dei punti vaccinali intanto riempiamo i centri vaccinali di vaccini, che al momento scarseggiano. Poi abbiamo 160mila medici che si aggiungono a quelli già impegnati negli hub e negli ospedali, e poi troveremo altri medici da inserire nelle farmacie.

Ribadisce perché la presenza del medico è indispensabile?
Lo è perché tutti i passaggi che ci sono durante la vaccinazione, quindi anamnesi, apposizione della firma sul consenso informato e che è un atto specificatamente medico, somministrazione del vaccino, che solitamente viene preparato dall’infermiere, osservazione di eventuali reazioni avverse sono tutti di competenza del medico. C’è inoltre la certificazione dell’avvenuta vaccinazione. Francamente, non riesco a capire come si possa passare tutta questa trafila, sia per corso di studi che per responsabilità legale, al farmacista, compresi anche eventuali eventi avversi. Rari, ma che possono esserci. Non riesco proprio a capire come si possa pensare di fare questo passaggio.

C’è anche un problema legato invece proprio agli spazi?
Per quanto riguarda la sicurezza del paziente, le vaccinazioni devono essere fatte in ambienti idonei come i centri vaccinali. Se in farmacia viene riprodotto un ambiente sicuro e viene previsto un medico, il problema non si pone. Diversamente, bisogna far chiarezza su come si pensa di organizzare le farmacie e parafarmacie. Questo è un problema anche negli studi medici, perché bisogna organizzare delle vaccinazioni su prenotazione e su chiamata, perché bisogna garantire distanziamento sociale, attesa del paziente in sicurezza in sala d’attesa, e le chiamate non devono quindi sovrapporsi alle visite di tutti i giorni.

Contrariamente ai farmacisti però, il medico di medicina generale può tranquillamente provvedere all’anamnesi e a tutti i processi burocratici da Lei indicati…
L’anamnesi non rappresenta un problema in questo caso, in quanto il medico va a vaccinare un suo paziente del quale ha già una scheda e possiede una conoscenza approfondita, mentre il medico del centro vaccinale o ospedaliero deve perdere un po’ di tempo per fare tutto questo.

Legalmente, il farmacista non è abilitato alla somministrazione nei confronti del paziente, giusto?
Il farmacista viene preparato alla conoscenza e distribuzione dei farmaci, non è abilitato ad atti diretti nei confronti del paziente quindi. Le parti di competenza del medico, rimangono del medico. Per quanto riguarda la distribuzione del vaccino nelle farmacie non è un problema, ma le competenze mediche restano tali. Portare tutto quello che è di competenza del medico al farmacista, francamente suscita delle grandi perplessità dal punto di vista di sicurezza del paziente, e poi se relazionato alla normativa vigente.

Segreteria OMCeO Ve
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