Al Teatro Goldoni una festa per tutti i colleghi

Buio in sala: sul maxischermo le immagini di Neil Armstrong e del suo prima passo sulla Luna 50 anni fa, le note di Richard Strauss e del suo Così parlo Zarathustra. È cominciata così l’edizione 2019 della Giornata del Medico e dell’Odontoiatra, organizzata sabato 19 ottobre al Teatro Goldoni di Venezia dall’OMCeO lagunare, con la sua Fondazione Ars Medica, in stretta collaborazione con il Comune di Venezia e la sua delegata Nicoletta Codato.
Una cerimonia in grande stile e dove hanno vibrato emozioni intense, che ormai da qualche anno segna il passaggio di testimone tra diverse generazioni di medici e odontoiatri: i colleghi più esperti che in questa occasione celebrano i 50 anni dalla laurea – tantissimi quelli presenti sul palco quest’anno – e i giovani appena iscritti all’Ordine che durante la festa pronunciano all’unisono il Giuramento di Ippocrate, entrando così a tutti gli effetti e a pieno titolo nella professione.

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A fare gli onori di casa il presidente dell’Ordine e vice FNOMCeO Giovanni Leoni e Giuliano Nicolin, presidente della Commissione Albo Odontoiatri lagunare, affiancati, come già l’anno scorso, da una giornalista di grande talento Eva Crosetta, ottima conduttrice che ha saputo sottolineare i tanti momenti importanti con garbo e naturalezza, con un’ironia leggera, intelligenza e grande rispetto.
«Questa è una festa – ha sottolineato il dottor Nicolin – siamo tra colleghi e non serve citare l’origine di questa parola. Il rapporto che si crea ogni volta tra di noi è una condivisione di responsabilità, magari anche difficile, ma in questo cammino spesso si creano delle durature amicizie. Così spero sarà anche per voi giovani».
E, come succede ormai da alcuni anni, un’altra grande protagonista della giornata è stata la musica suonata dai giovanissimi musicisti della Serafin Youth Symphony Orchestra di Cavarzere, guidata dal Maestro Renzo Banzato, al cui fianco quest’anno, come già nell’edizione 2017, è tornata la mezzosoprano Erica Zulikha Benato, che ha incantato la platea con la sua voce. Suggestive le note di Fratello Sole, Sorella Luna di Franco Zeffirelli, del musical Jesus Christ Superstar, de Il Gattopardo e di The Godfather risuonate in uno dei più belli teatri veneziani.
Tra i momenti più emozionanti del pomeriggio la lettura dei nomi dei colleghi deceduti in quest’ultimo anno accompagnata dalle parole di Viviana Zanoboni, la presidente della sezione veneziana dell’Associazione Italiana Donne Medico, scomparsa lo scorso 5 settembre dopo aver lottato a lungo contro la malattia, parole lette sul palco dall’amica e sua vice Emanuela Blundetto e dal marito Franco Spada. «Sono malata – scriveva la dottoressa lo scorso Natale – e nemmeno tanto poco. Sono dall’altra parte. Non ho le forze necessarie, mi manca il fiato, le cure mi provano… Non mi nascondo dietro inutili frasi o silenzi ad occhi abbassati. Adesso sono qua e sento il pesante trascorrere dei giorni. Il resto non è dato sapere».

I saluti delle autorità
Tante le autorità, anche di caratura nazionale, che non hanno voluto perdere l’appuntamento. Il primo a salire sul palco un grande amico dell’OMCeO veneziano, l’assessore comunale alla Coesione sociale e alla Programma sanitaria Simone Venturini, che ha sottolineato come l’Ordine in questi anni si sia prodigato in un importante lavoro di apertura alle parti vive della città e come la cittadinanza non possa che rispondere: presente!
«Oramai – ha detto – siamo giunti alla quarta edizione di una giornata nata dall’idea del presidente Leoni e dei suoi collaboratori. Al tempo proposero al Comune di valorizzare e sottolineare l’importanza dell’inserimento di nuovi medici in società, così come è fondamentale ringraziare i camici bianchi che ora vanno in pensione dopo una lunga carriera. Non è questione solo da “addetti ai lavori”, ma riguarda direttamente e concretamente la vita delle persone. Per questo è giusto che la Città vi ospiti in questo teatro e che vi auguri in modo univoco una carriera densa di successi. L’Amministrazione comunale vi ringrazia perché sappiamo che avete la consapevolezza che sarete “medici sempre”, non ci saranno cartellini da timbrare o orari da rispettare. Ogni vostra scelta consentirà alle persone di vivere meglio».

Dopo di lui è stata la volta di un altro grande amico dell’Ordine, il procuratore Adelchi D’Ippolito, protagonista di tante giornate e serate di formazione sulla cartella clinica, sul consenso informato, negli ultimi tempi anche sulle DAT, le disposizioni anticipate di trattamento, e sulla consulenza tecnica. «Il presidente Leoni – ha sottolineato – ha avuto anni fa una grande intuizione: capire quanto sia importante per voi medici affrontare tutte le problematiche legate alla responsabilità professionale. Il vostro è un servizio di altissima responsabilità, di cui tutti abbiamo straordinariamente bisogno ed è necessario che voi possiate svolgerlo in condizione di assoluta serenità, senza preoccupazioni, senza, come dico sempre, sentire dietro di voi svolazzare la toga del pubblico ministero. Tutto questo si può evitare solo avendo lunghi momenti di riflessione su questa materia. E qui a Venezia è stato fatto e lo stiamo ancora facendo».

Da Roma, per rendere il loro omaggio, sono arrivati Roberto Monaco, segretario della FNOMCeO e presidente dell’Ordine di Siena e Alberto Oliveti, presidente dell’ENPAM. «Come dice sempre il presidente Anelli – ha spiegato il primo rivolgendosi soprattutto ai giovani colleghi – noi siamo innanzitutto il medico del cittadino, prima ancora che il medico dello Stato. Se vogliamo attraversare l’oceano dobbiamo avere il coraggio di perdere di vista la riva: siamo in alto mare, ci sono tanti problemi. Noi stiamo lavorando per far sì che a ogni laurea corrisponda una borsa di specialità, per evitare a voi giovani medici di entrare in quell’imbuto formativo che è umiliante per una professione così importante. Ricordatevi sempre che anche se non vedete la riva, c’è una stella polare che vi guida: il codice deontologico vi condurrà verso la giusta direzione».
«Non si fa il medico – ha aggiunto il dottor Oliveti – si è medico. I colleghi che oggi festeggiano i 50 anni dalla laurea possono testimoniare questo con entusiasmo, lo stesso entusiasmo che ci permette di affrontare le difficoltà e le asperità di una professione che è al servizio delle persone. La nostra non è solo una professione, è uno stato dell’animo».

Tra gli altri, presenti in platea anche il direttore generale della FNOMCeO Enrico De Pascale, il presidente della CAO nazionale Raffaele Iandolo – che ha esortato i giovani a seguire le loro inclinazioni, i loro desideri e le loro ambizioni – il presidente dell’Ordine di Roma Antonio Magi, Silvestro Scotti, presidente dell’Ordine di Napoli e segretario generale della FIMMG, il presidente dell’OMCeO di Trapani Cesare Ferrari, il presidente della CIMO Guido Quici, Francesco Noce, presidente di Rovigo e degli Ordini del Veneto con tutti i colleghi delle province: Umberto Rossa di Belluno, Michele Valente di Vicenza, Carlo Rugiu di Verona e Brunello Gorini Vicepresidente Omceo  Treviso.

A portare i saluti del Patriarcato di Venezia prima e del direttore generale Giuseppe Dal Ben e di tutta l’azienda sanitaria poi, sono stati invece monsignor Orlando Barbaro, arciprete di San Marco, e il direttore sanitario dell’Ulss 3 Serenissima Michele Tessarin.
«Papa Francesco – ha ammonito il prelato – ci dice sempre: non dimenticate mai che davanti a voi c’è una persona. Considerare l’altro sempre una persona, chiunque esso sia. Questo deve determinare il delicato servizio che voi svolgete, quello della salute. Non sacrificate mai l’altro ai vostri obiettivi».
Il dottor Tessarin ha sottolineato, invece, come sia un momento non facilissimo per la professione anche per questioni di organizzazione che «quasi mai – ha detto – dipendono dalle scelte dei medici. Ma proprio in questo momento così critico, i medici sono sempre, davvero, un punto di riferimento per i loro pazienti, non hanno mai perso la loro capacità di essere vicini ai pazienti. È proprio nei momenti di maggior crisi che bisogna avere il coraggio di pensare a quello che sarà il futuro».

Premi, emozioni, giuramento e discorso del Presidente
Ma i momenti davvero clou del pomeriggio, quelli delle emozioni più intense, sono stati la premiazione dei professionisti che hanno festeggiato i 50 anni dalla laurea, presentati dai giovani colleghi, e il “Lo giuro” pronunciato forte e chiaro, all’unisono, da tutti i 68 neoiscritti saliti sul palco dopo la lettura da parte della collega Eleonora Panizzolo del Giuramento di Ippocrate.

Sul palco, a ricevere l’omaggio di tutti, sono saliti: Giancarlo Andrighetto, Alessandro Barbiero, Pier Ezio Barbui, Andrea Bassan, Luigi Boccanegra, Paolo Boscolo, Francesco Botner, Pietro Carli, Antonio Centra, Giampaolo Contemori, Mauro Cortella, Giancarlo Dal Pra, Eugenio Dall’Orso, Giorgio Donadel Campbell, Luigi Fassina, Francesco Favaretti Camposampiero, Luigi Antonio Filia, Salvatore Gravili, Teodoro Iliadis, Domenico Imparato, Enrico Levis, Gianfranco Marzola, Sabino Tommaso Memeo, Giorgio Meneghelli, Angelo Mitri, Franco Osti, Franco Pagan, Margherita Pais, Ruggero Pasqualetto, Oreste Pecorelli, Claudio Ronconi, Antonio Semi, Nedda Sinigaglia, Antonio Soliman, Giuseppe Tonazzi, Vito Varrese, Giancarlo Vesco, Stefano Weisz, Giancarlo Zagatti, Gregorio Zovighian.

A suggellare i due momenti più importanti della festa, sono arrivate le parole del presidente Giovanni Leoni:  sono stati toccati alcuni degli argomenti ormai all’ordine del giorno quando si discute di sanità e in cui ha voluto sottolineare come siano stati molti, tra i medici premiati, i colleghi con cui ha condiviso un pezzo di cammino, tanti quelli che gli hanno insegnato il mestiere, che considera i suoi maestri.
«Dedichiamo – ha detto – molto tempo della nostra vita allo studio, è una parte estremamente importante per la nostra professione, lo studio quotidiano l’aggiornamento continuo. Poi c’è il tempo che dedichiamo alla professione, che per molti di noi non ha orario: è un atto di donazione di una professione estremamente etica, che trae i suoi principi dall’antico Giuramento di Ippocrate, tutt’ora molto attuale».
Quindi, parlando ai giovani, li ha rassicurati sulla vicinanza dell’intera categoria, ordini, Federazione nazionale, sindacati… «Siamo tutti – ha aggiunto – dalla vostra parte, ogni giorno, perché vogliamo che voi restiate a lavorare in Italia. In questo periodo affrontiamo il problema della carenza dei medici, una carenza completamente artificiale dato che ci sono ogni anno 70mila aspiranti alla facoltà di medicina e di chirurgia e solo meno di 10.000 posti. E subito dopo altra carenza artificiale, quella degli specialisti: abbiamo 10mila neolaureati pronti alla specializzazione, negata per problemi di organizzazione strutturale che non dipendono da noi, che invece da sempre tuteliamo il ricambio generazionale».
Il dottor Leoni ha poi sottolineato come il medico abbia una forma etica superiore ad altre professioni, «lo dimostrano – ha detto – il disinteresse personale e le opere di volontariato in tutte le parti del mondo che contraddistinguono la nostra professione, indipendentemente dal colore, dalla razza, dal ceto e dalla religione. Chi vuole fare il medico o l’odontoiatra ha in sé principi assolutamente immortali. Ci sono l’assunzione della responsabilità personali e dei collaboratori , la scommessa sulla propria salute, il senso del servizio, la predisposizione a un tipo di vita particolare, un lavoro h24 tra guardie, reperibilità, week end e Natali lavorativi. Una vita affascinante ma che non deve essere così pesante da influenzare la vita di relazione e la vita familiare, come accade in quest’ultimo periodo con abbandoni anzitempo della professione in ospedale per colpa di una qualità di vita diventata insostenibile. Noi dobbiamo reagire a questa situazione: l’abbiamo fatto e continueremo a farlo affinché la politica, che ha davvero in mano il potere organizzativo, ci ascolti»

Gran finale sul palco del Teatro Goldoni con tutti i consiglieri del Direttivo dell’Ordine, le ragazze della segreteria, i collaboratori, la delegata del Comune Nicoletta Codato «tutte persone – ha concluso ringraziandoli Giovanni Leoni – che lavorano tutti i giorni, in silenzio, per far funzionare la macchina e senza cui tutto questo non sarebbe possibile».

Chiara Semenzato, giornalista OMCeO provincia di Venezia

Segreteria OMCeO Ve
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