Donne Medico: nel segno di Viviana, un convegno sulle patologie endocrine e trombofiliche

+++ ATTENZIONE: causa prorogarsi dell'emergenza coronavirus l'iniziativa è stata rinviata a data da destinarsi. La nuova data sarà comunicata quando possibile +++

Sono patologie di nicchia, più rare, non la prima diagnosi a cui di norma pensa un medico. Ed è per questo che è indispensabile conoscerle. Questa la ragione che ha spinto la sezione veneziana dell’Associazione Italiana Donne Medico (AIDM), guidata dalla presidente facente funzioni Emanuela Blundetto, che ne cura anche la segreteria scientifica, a dedicare il primo evento di aggiornamento del 2020 alle patologie endocrine e trombofiliche, con un punto di vista particolare, quello di genere.
Salvo prorogarsi dell'emergenza coronavirus, l’iniziativa, che vanta il patrocinio dell’OMCeO lagunare e della FNOMCeO, è in programma la mattina di sabato 28 marzo nella sala Caterina Boscolo dell’Ordine. Sarà tempestivamente comunicato l'eventuale rinvio a data da destinarsi.

Un convegno, il primo dalla sua scomparsa nel settembre scorso, che non potrà che essere all’insegna del ricordo di Viviana Zanoboni, medico di famiglia e ultima guida delle Donne Medico veneziane. «Questo evento – spiega la dottoressa Blundetto – è nato proprio su desiderio di Viviana. Ne avevamo parlato quando lei era ancora viva, quando non stava ancora tanto male. Lei si metteva sempre in prima fila per fare le cose… L’idea era di parlare di queste patologie strane, come quella che aveva colpito lei, e che tanta difficoltà avevano creato per essere riconosciute. Quando Viviana è mancata, noi siamo rimaste un po’ stordite, ma poi ci siamo subito attivate perché sapevamo che era la cosa che desiderava di più».
E proprio per rendere omaggio alla dottoressa Zanoboni, con cui avevano un rapporto speciale di amicizia e stima, arriveranno in laguna per questa iniziativa anche i vertici dell’AIDM, la presidente nazionale Antonella Vezzani e la vicepresidente per il Nord Italia Michela Guerra.

Se, dunque, la scarsa incidenza di alcune patologie endocrine ed emocoagulative può rendere difficile una diagnosi tempestiva e problematica la gestione dei pazienti, l’intervento di specialisti esperti darà la possibilità di richiamare e aggiornare le conoscenze in materia, alla luce delle più recenti acquisizioni in ambito diagnostico e terapeutico.
«Il convegno – aggiunge la dottoressa Blundetto – è rivolto a tutti i medici, quelli di medicina generale ma anche tutti i laureati in medicina e chirurgia che siano curiosi di sentir parlare di queste patologie che potremmo definire “di nicchia”, non tanto perché siano meno importanti, ma perché sono più rare. Quando ci si presenta un caso clinico, non è la prima diagnosi a cui pensiamo».
Patologie, dunque, che spesso restano misconosciute o vengono scoperte in un secondo tempo, talvolta anche troppo tardi, con implicazioni pesanti sulla vita delle persone. Si tratta soprattutto di patologie endocrine:

  • i tumori neuroendocrini, la cui epidemiologia, diagnosi, quadri clinici e opinioni terapeutiche saranno illustrati dal dottor Giuseppe Lamberti, oncologo di Bologna che, dopo tanto tempo e tentativi a vuoto, con il suo staff fu il primo a fare diagnosi alla dottoressa Zanoboni e a tentare di curarla;
  • la tiroide, nelle sue manifestazioni meno conosciute e nelle implicazioni che ha, ad esempio, in gravidanza, di cui si occuperà la dottoressa Manuela Moisè, endocrinologa proprio a Venezia;
  • le patologie endocrine multiple dell’intestino, che spesso vengono scambiate per colon irritabile o disturbi da malassorbimento e che invece, purtroppo, hanno alla base patologie serie che vanno adeguatamente affrontate, su cui relazionerà la professoressa Caterina Mian, endocrinologa padovana;
  • il cancro e le patologie trombofiliche, che vanno spesso a braccetto, di cui parlerà l’esperta Sabina Villalta, di recente nominata primario di medicina all’ospedale di Castelfranco Veneto.

Particolare la prospettiva con cui verranno analizzate queste patologie: l’ottica di genere. «Queste patologie – aggiunge la dottoressa Blundetto – sono in alcuni casi più frequenti nella donna, pensiamo ad esempio alla tiroide. Anche le patologie trombofiliche hanno una maggior incidenza, in caso anche di neoplasie, soprattutto nel genere femminile, probabilmente per una predisposizione ancora non ben chiarita».
Anche l’approccio terapeutico, dunque, dovrà essere diverso a seconda il paziente sia uomo o donna perché bisogna fare i conti, ad esempio, con l’assetto ormonale della persona. «Aver assunto ad esempio – spiega ancora – contraccettivi orali, che di sicuro l’uomo non prende, può dare alla donna una maggiore predisposizione alle sindromi trombofiliche. Ci sono commistioni caratteristiche di un genere specifico, quello femminile».
Altro problema: la maggior parte di queste condizioni ha una sintomatologia molto sfumata ed è anche per questo che la diagnosi viene spesso attribuita ad altre cose o presa sotto gamba. «Da qui – conclude Emanuela Blundetto – l’importanza di un convegno di questo tipo. Vogliamo spingere i colleghi a pensarci, a prendere in considerazione anche queste patologie, che riconosci solo se le conosci. A una patologia ci pensi solo se ne hai sentito parlare, altrimenti non ti verrà mai in mente».

La partecipazione al convegno è gratuita - 65 i posti disponibili, 4 i crediti ECM che saranno assegnati.- con iscrizione obbligatoria entro il 23 marzo 2020, all’indirizzo aidmveneziasegreteria@gmail.com lasciando generalità e recapiti.

Emanuela Blundetto, medico di famiglia, consigliera dell’Ordine e presidente facente funzione di AIDM Venezia
Chiara Semenzato, giornalista OMCeO Provincia di Venezia

In allegato la brochure con il programma

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Segreteria OMCeO Ve
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