Consulenti Tecnici d'Ufficio: l'Ordine al lavoro con la magistratura

Lavorare in stretta sinergia per aggiornare gli elenchi dei Consulenti Tecnici d’Ufficio (CTU) e i criteri delle loro nomine. Questa l’esigenza che ha spinto il Tribunale di Venezia a contattare l’OMCeO lagunare, che ha ribadito la propria disponibilità – fitti e proficui in passato i rapporti con la Procura in questa direzione – e non si è fatto trovare impreparato: è di inizio marzo, infatti, il censimento lanciato dalla Commissione Albo Odontoiatri (CAO), guidata da Giuliano Nicolin, proprio per capire quanti tra i propri iscritti svolga questo tipo di consulenza e che tipo di formazione sia servita per arrivarci. 

«La fotografia che ne è derivata – spiega lo stesso Nicolin – servirà a organizzare approfondimenti con magistrati, avvocati e medici legali, mirati a una preparazione specifica. Il nostro Ordine, infatti, ha partecipato con la CAO Nazionale, la FNOMCeO e il CSM alla redazione di un documento riguardante i requisiti necessari per potersi iscrivere all’Albo dei CTU con lo scopo di avere consulenti preparati non solo dal punto di vista clinico, ma anche sotto il profilo legale. Solo così, infatti, possiamo assicurare competenza nello svolgimento di una così delicata mansione». Il CTU, infatti, è un consulente del tribunale che offre la sua collaborazione svolgendo le mansioni di ausiliare del giudice, in un rapporto con lui strettamente fiduciario.

Il questionario ha suscitato interesse in particolare tra chi non svolge ancora l’attività di CTU: non è iscritto all’elenco l’84,5% di chi ha partecipato, ma di questi ben il 71,4% sarebbe interessato a diventarlo.
Giovani poco coinvolti da questo genere di attività, com’era prevedibile dato che per diventare consulente tecnico serve una buona dose di esperienza lavorativa: solo il 23,7% di chi ha meno di 45 anni ha risposto al questionario e, tra chi non è CTU, il 71% supera quell’età.
Poco rappresentata anche la componente femminile: solo il 18,6% di chi ha risposto è donna, stessa percentuale rilevata tra chi non è CTU.

Tra chi, invece, svolge già la consulenza tecnica per il Tribunale:

  • 7 persone su 10 hanno più di 60 anni (nessun CTU tra la fascia d’età più bassa indicata, quella tra i 30 e i 45 anni);
  • buona la presenza femminile che fa segnare un 30%;
  • il 60% è CTU da almeno 15 anni;
  • il 90% si è formato con un corso di perfezionamento, il 30% ha seguito un master in odontologia forense;
  • il 50% ha seguito fino a 20 casi, il 30% più di 40;
  • il territorio prevalente di provenienza è il capoluogo con 7 colleghi su 10 che esercitano la professione tra centro storico e Mestre.

«La nostra collaborazione con il Tribunale e in particolare con il procuratore Adelchi d’Ippolito – spiega il presidente dell’Ordine Giovanni Leoni – prosegue da tanto tempo con incontri di formazione dedicati negli anni, ad esempio, al consenso informato, alle DAT, alla cartella clinica e alla scheda sanitaria, alla responsabilità professionale… Alla nuova figura del CTU abbiamo anche dedicato un convegno, il 25 maggio 2019 alla Scuola Grande di San Marco, per affrontare i temi all’ordine del giorno (leggi qui). Sono strumenti importanti che possiamo fornire ai colleghi anche per portare a un innalzamento del livello qualitativo del consulente».

E non è da escludersi che, a breve, dopo gli odontoiatri, scatti anche un censimento analogo tra i medici veneziani. «Aspettiamo di vedere il materiale e le richieste che arriveranno dalla magistratura – conclude il dottor Leoni – e poi siamo pronti ad agire».

Chiara Semenzato, giornalista OMCeO Provincia di Venezia

Segreteria OMCeO Ve
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